Il Monte Carlo, un nome che fa tremare i polsi a chiunque conosca, a chiunque segua il mondo delle competizioni e dei rally. Matteo Gamba, nella categoria WRC 2 Promo, è riuscito a conquistare l’ambito trofeo, il più ricercato e il più sognato della Storia dei rally. Noi, abbiamo incontrato Matteo e abbiamo scambiato due parole con questo ragazzo solare dal piede destro più che mai pesante.

  1. Vincere il Monte Carlo è il sogno probabilmente di tutti gli appassionati di rally e di tutti gli atleti che si affacciano a questa disciplina. Può sembrare scontata come domanda ma, come il Monte Carlo stesso ci da prova, niente è scontato: come è stata la tua avventura, di Matteo Gamba, che da privatissimo arriva a vincere il rally più ambito del mondo?

E’ stata un’emozione unica correre e vincere a Monte Carlo. Le aspettative erano di gareggiare tra i privati e di ottenere un buon risultato tra i connazionali. Il Monte Carlo è una prova lunghissima e piena di insidie ma, tuttavia, correrci è sempre un’esperienza fantastica. Quest’anno siamo partiti da Monaco e abbiamo terminato a Monaco, i trasferimenti erano tosti perché c’erano chilometri e chilometri da percorrere per arrivare alla tappa successiva. Le speciali erano molto veloci, ci aspettavamo un po’ di neve ma si sa (ride) al meteo non si comanda. Le uniche difficoltà che ho incontrato sono state le discese all’ombra dove si formava un po’ di brina che faceva scivolare parecchio la vettura e i sassi a bordo pista che hanno causato diverse forature.

  • Dopo un avvio di stagione così molti punteranno gli occhi su quella Skoda numero 58. Tuttavia, quali sono i tuoi progetti per questa stagione 2022? In quali occasioni ti vedremo ancora impegnato dietro al volante?

Purtroppo, per questo 2022, non ho progettato molto a dire il vero a parte il Monte Carlo. Il budget è la cosa più importante in questo ambito. Il mondiale, infatti, è un’esperienza fantastica ma molto impegnativa a livello economico. Non ti nascondo che mi piacerebbe fare un’altra prova del mondiale, magari una su terra. Mi piacerebbe, infatti, riprendere un po’ di feeling con lo sterrato.

  • Il primo degli italiani al mondiale rally. Cosa ne pensi della situazione italiana di questo sport e quali consigli daresti alle “nuove leve” di questo mondo?

Sicuramente, il consiglio che posso dare ai giovani è di passare il più tempo possibile in macchina. Stare in auto è importantissimo tanto quanto, per esempio, per i calciatori stare in campo. Bisogna sempre allenarsi e tenere costante l’impegno. Il problema numero 1, tuttavia, è rappresentato dai costi. Fare esperienze all’estero, di sicuro, aiuta perché le gare sono molto più lunghe e difficili rispetto alle prove italiane.

  • Il mondo del rally sembra quasi porre sotto i riflettori solo i grandi nomi del WRC quando, nelle altre classi, arrivano delle sorprese meravigliose come è stata, per l’appunto, la tua. Cosa pensi di questa situazione di natura prettamente mediatica?

Un risultato come Monte Carlo mi ha dato molto seguito a livello mediatico. Ho fatto molte interviste e il mio nome è comparso anche su molti articoli. Sono molto contento di questo, la situazione mediatica italiana, tuttavia, non aiuta una disciplina come il rally, a partire dal form stesso dei rally. Le tappe sono molto corte rispetto a quelle che correvamo nel 2007 per esempio. Oggi, le speciali sono pochissime e brevi, bisogna sempre andare 100% perché il minimo errore ti porta a perdere la gara o le posizioni di testa. Il CIAR è un campionato difficile non tanto per le tappe in sé ma perché devi sempre dare il massimo. Nel mondiale, invece, puoi anche permetterti di sbagliare una prova o due, hai sempre e comunque modo di recuperare terreno.

  • L’esperienza di Monte Carlo ha dimostrato, nel WRC, come un ragazzaccio come Sebastien Loeb sia ancora in grado di insegnare a correre a tutti i ragazzi talento del rally. Il suo rivale numero 1, Sebastien Ogier, termina secondo ma con un occhio già lanciato al suo programma endurance nel WEC. Cosa ne pensi di questa scelta?

Penso che la decisione di Ogier segua quanto ha fatto anche Loeb nel corso della sua carriera. Loeb, infatti, ha corso nel Turismo per poi tornare nel mondo dei rally, suo vero pane. Anche Ogier ha voglia di provare nuove esperienze e, come biasimarlo, dopo 8 titoli vinti (ride). Probabilmente Ogier tornerà ancora nel mondo dei rally ma, per ora, si dedicherà ad uno sport che pure io seguo molto come è, per l’appunto, il mondo dell’endurance. Il WEC, forse, per molti può apparire più noioso rispetto al WRC perché si corre sempre sullo stesso circuito ma sono certo si tratti comunque di una disciplina ricca di colpi di scena e di momenti emozionanti.

CLICCA QUI per vedere i risultati completi del rally di Monte Carlo

Credits Photo: Matteo Gamba

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