Lynk & Co, il brand premium dell’automobile made in Cina, sceglie Roma per l’apertura del suo primo Club in Italia. Il brand, già protagonista nei campionati WTCC da qualche anno sceglie la capitale d’Italia per costruire la sua storia legandosi alla città eterna e portando le sue idee sul futuro della mobilità.

Vengono ridefiniti i concetti circa l’esperienza che riceve il cliente nel mondo dell’automotive. Da sempre, infatti, la scelta avviene in base ad un un modello statico che, spesso, rappresenta l’unico elemento per decidere l’acquisto di una autovettura all’interno del classico concessionario. Contro tendenza, Lynk & Co inaugura un club dove si può vivere una brand experience a tutto tondo. Un posto dove si possono comprendere al meglio i valori di sostenibilità e mobilità condivisa, alla base dei quali spicca la formula rivoluzionaria dell’abbonamento mensile senza vincoli di possesso.

Nuovo concetti di accesso al cliente

Si supera il concetto di uno spazio retail basato su vecchi paradigmi. Lynk & Co, infatti, afferma con coerenza il suo sistema di dialogo con gli appassionati di mobilità, inaugurando un club polifunzionale dove partecipare ad eventi conoscendo anche prodotti di diverse categorie merceologiche, legati fra loro dalla condivisione di un presente più sostenibile.

I partner includono brand italiani come Ohmie, Chiara Catalano, EFFEI, WAO e Seletti. Tutti coloro che visitano il Club sono invitati a ritrovarsi, curiosare e soprattutto connettersi. C’è molto da vedere e da sperimentare. Per cominciare all’ingresso non ci sarà l’automobile. La Lynk & Co 01, infatti, non accoglierà i visitatori. Un’idea concepita basandosi sull’esperienza dovuta alla calorosa accoglienza mostrato dal popolo italiano per il brand che vuole restituire la stessa sensazione al visitatore portando la vettura ed il suo concetto di mobilità esternamente al Club.

Un’esperienza unica a partire dal design

Per riuscire nello scopo, il Club di Roma si è avvalso della collaborazione con New Order Arkitektur, uno studio di design svedese con sede a Gothenburg che ha prediletto un approccio non invasivo, ma di totale recupero dello spazio in via Corso del Corso 265 – 266. Nulla è stato costruito ex novo, dai pavimenti rigenerati in legno colorato in giallo, all’applicazione di tessuti coreografici alle pareti funzionali a rendere superflui lavori invasivi di ristrutturazione degli spazi. Pochi gli elementi aggiunti, in un’ottica di rispetto dello spazio che ospita il club, senza rinunciare a donargli un look grintoso e contemporaneo. Per concludere il viaggio immersivo nel club, un bancone bar e un selfie-place-area-relax allestito da piante a foglia larga per un momento di pausa in stile jungle

Nonostante sia il primo in Italia, il Club di Roma non resterà comunque il solo. Il Club di Milano, infatti, aprirà le sue porte al pubblico nel tardo 2022, facendo spazio a un altro centro che ospiterà il futuro della mobilità, nella capitale economia d’Italia.

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