Dopo la sbornia rossa del Gp del Bahrain, sul cittadino di Jeddah una RedBull sana come un pesce, ha messo in chiaro che è forte, non è fragile, ma soprattutto è un avversario molto duro. E’ bastata una pista leggermente più incline all’efficienza aerodinamica per consentire al talento di Verstappen di trovare la via giusta per battere Leclerc senza usare le solite tattiche come successo in passato nei duelli sulla stessa pista con Hamilton.
Dall’altra parte il Gp di Arabia Saudita ci ha regalato un duello rusticano rivincita di quanto successo una settimana fà. Nonostante la sconfitta sul campo da parte del monegasco della Ferrari, c’è motivo di guardare il bicchiere mezzo pieno. La SF-75 anche in condizioni di inferiorità ha abbastanza frecce al proprio arco da poter lottare, resistere, e se la fortuna non ci mette lo zampino, può anche portare a casa una vittoria dove non potrebbe.
In ogni caso il terzo posto di Sainz conferma la bontà tecnica della monoposto che ha relegato al quarto posto la seconda RedBull. Un toccasana per la classifica iridata riservata ai costruttori. Alla luce di quanto successo in Arabia Saudita, anche se il campionato dura 23 gare, lo zero maturato dai bibitari rischia di pesare tanto e consente alla Rossa, intesa come team, di poter difendere in modo lucido.
Intanto il prossimo Gran Premio si corre in Australia. Per quanto sia stato modificato il tracciato di Melbourne per avere maggiore velocità media, non dovrebbe essere molto diverso dal Bahrain piuttosto che Jeddah. Abbastanza per consentire un cauto ottimismo per assistere ad un’altra lotta avvincente tra i due galletti di Ferrari e RedBull.
Max Verstappen 10: Una vittoria costruita sfruttando tutto ciò che aveva a disposizione. Dalle caratteristiche della monoposto, a quelle della pista, fino alle situazioni che si sono verificate soprattutto per le due safety car sia normali che virtuali. Un altro duello gustoso, che dimostra, finche dura, che l’olandese può lottare e vincere un duello senza toccare nessuno, e senza scorrettezze oltre il limite.
Charles Leclerc 8: Finalmente ha la monoposto adatta a valorizzare il suo talento. Si è difeso con i denti ma senza mai andare oltre le righe del buon senso. Un duello spettacolare che non sminuisce il secondo posto del monegasco. Leclerc rimane in testa, con abbastanza vantaggio, grazie al giro veloce, da mettere il rivale in condizioni di dover rischiare sempre, mentre il ferrarista può ragionare. Il fatto che mastica amaro a fine gara è buon segno, è tipico del campione.
George Russell 7: Una giornata veramente difficile per Mercedes. Nella mediocrità della monoposto, il giovane britannico trova il suo passo. Riesce a venire fuori bene dalle situazioni di gara artigliando un quinto posto insperato alla viglia. Alla fine, la cosa più importante sta nel fatto di essere stato davanti al capitano per tutto il week end, cosa non da poco.
Lando Norris 7: Una buona prestazione da parte del britannico. Non brilla la sua monoposto, ma lui porta un buon passo, lotta il giusto, approfitta al meglio delle situazioni di gara e della possibilità di usare le gomme più dure.
Kevin Magnussen 7: Un’altra prestazione convincente del vichingo danese. Una bella rivincita. Sta mettendo in seria difficoltà il team. “I soldi non valgono il talento” dovrebbe scrivere a lettere cubitali sulla fiancata. Comunque, è un pilota degno di avere un posto in F1 anche se dovesse tornare Mazepin.
Lewis Hamilton 7: Il campione del mondo si è messo d’impegno anche se arrancava nel gruppone. Ha usato una tattica di gara impegnativa con le coperture dure fin dal primo giro. Purtroppo è mancata un po’ di fortuna per arrivare almeno alle spalle del compagno per i due colleghi che hanno fermato le loro monoposto nei posto peggiore della pista.
Carlos Sainz 6: Porta a termine il suo compitino, quello di tenere dietro almeno una delle RedBull. Volendo poteva anche dare fastidio a Verstappen come successo alla ripartenza del Bahrain, ma la solita direzione gara ha impedito che questo succedesse. Un campanello di allarme, che Binotto deve prendere seriamente in considerazione. Resta il fatto che lo spagnolo, a poco a poco si sta ritagliando da solo il ruolo di seconda guida. Se non mette a posto la prestazione e parte davanti almeno in qualifica al compagno, ormai la strada è tracciata.
Sergio Perez 6 : Partiva in pole position, poi Latifi gli rovina letteralmente la gara. Cede la posizione in modo furbo ma al contrario di quanto riesce a fare il suo capitano, non porta l’attacco decisivo a Sainz. Segno che questa RedBull è veloce ma per essere perfetta merita un talento superiore. La sfida cambia da Perez a Bottas, in Perez Vs Sainz per il titolo costruttori.
Esteban Ocon 6: Un duello all’arma bianca senza esclusione di colpi con il capitano Alonso che poteva evitare. Avevano due tattiche di gara diversificate e quindi non era il caso di rovinarsi la gara. Poteva puntare al quinto posto di Russell invece riesce a raccogliere meno punti di quanto poteva. Sarà il colore, ma ogni volta che guida una monoposto rosa, il francese si fa prendere eccessivamente dall’aggressività.
Fernando Alonso 6: Ha regalato momenti spettacolari agli spettatori, sia sulle tribune, che davanti allo schermo. Un duello duro, anzi durissimo che si poteva evitare per il team. Poi purtroppo la fortuna gli ha voltato le spalle fermando la macchina. Poteva puntare al quinto posto, ma sarà per la prossima gara, Ocon permettendo.
Fia-LiberyMedia 8: Uno spettacolare mondiale è cominciato. Le monoposto sono in grado di lottare corpo a corpo. Le gomme durano consentendo di lottare giro su giro senza distruggersi. Un duello ad ogni gara se non per il vertice, in ogni altra posizione dello schieramento. Uno spettacolo che tiene incollato lo spettatore senza pause, ciò che serve alla F1 moderna, se si evita di sfracellare contro una barriera un pilota a 270km/h su una pista che può essere modificata con assorbitori adatti non sarebbe male.
I bibitari 8: La macchina non si è rotta dimostrando come si sapeva che è la monoposto da battere per bilanciamento delle prestazioni. Sembra non avere punti deboli, ma non è detto che non si possa mettere in difficoltà ora che sono costretti a recuperare lo zero di inizio campionato.
La banda Binotto 7: La monoposto ha dimostrato di potersi difendere anche nelle condizioni in cui è svantaggiata. Manca ancora qualcosa dal punto di vista politico. Il peso che deve avere la Ferrari quando la direzione gara prende decisioni quando si tratta della lotta per la vittoria, deve essere ricalibrato.
