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Charles Leclerc ha chiamato la sua SF-75, “La Bestia”. Un soprannome azzeccato per un pilota che per la prima volta in carriera può fare una corsa come da sempre hanno fatto i suoi avversari. Il monegasco negli ultimi anni ha dovuto vedere sia Hamilton e talvolta Verstappen stravincere, con pole position, giro veloce e vittoria.

Ora è il suo momento. Sue indizi fanno una prova, questo è il momento di raccogliere i risultati, concretizzare un vantaggio che consente di poter ragionare su come correre verso il titolo mondiale 2022. Una RedBull fragile sta avvantaggiando una Ferrari che ha come punto forte la versatilità, una preparazione superiore ed un pilota in forma che non ha nulla da invidiare alla concorrenza di Verstappen da punto di vista del talento puro. Ad Imola ci sarà la tanto attesa marea rossa, un’onda che farà impallidire ciò che si è visto nella passata stagione in Olanda. La Ferrari è tornata e se ne renderanno conto tutti.

Dall’altra parte del box c’è un pilota, Carlos Sainz che non riesce a trovare la sua dimensione. Frastornato dalla competitività di Leclerc non riesce a trovare una quadra per tornare ad essere competitivo. Con l’errore di Melbourne si è relegato in automatico a ruolo di seconda guida. Ma serve un secondo pilota solido, non uno alla Bottas.

La RedBull cade ancora una volta per motivi di affidabilità. La sensazione è che sulle piste dove non riesce a far emergere la superiorità, la monoposto fa fatica, non solo sulla prestazione e sul passo gara, ma anche sulla gestione e sullo sforzo che deve fare per stare al passo della Rossa. La dimostrazione ancora lampante è il distacco rimediato dalla seconda RedBull quella di Perez. In ripresa la Mercedes, ed in motorizzati tedeschi in generale. Saranno le caratteristiche della pista di Melbourne, sarà che hanno alzato il livello di potenza ma la Mercedes si è avvicinata alla RedBull più di quanto questa sia vicina alla Ferrari.

Barcellona non è lontana. Si tratta di uno spartiacque dove tutti porteranno novità tecniche. In mezzo c’è Imola. Una pista che potrebbe essere ancora favorevole alla Rossa per come si è comportata nelle prime tre gare. Agli avversari, anche se dovessero recuperare dal punto di vista della prestazione, non resta che rischiare l’affidabilità per riprendere un distacco che si è fatto importante dopo tre gare.

Charles Leclerc 10: Il suo primo Grand Chelem. La conquista della pole, il giro veloce e la vittoria dominando dal primo all’ultimo giro. Una sensazione che diventa una droga. Una volta provata la sensazione di dominio assoluto al voltante non ne puoi più fare a meno. Questo alimenta la fame per il titolo mondiale e mette a freno tendenza a fare errori per eccesso di zelo. Ormai ha tanto vantaggio da poter gestire al meglio la corsa al titolo. Imola è vicina, la marea rossa è vicina!

George Russell 8: Per il secondo gran premio consecutivo giunge davanti al suo capitano. Per due volte riesce a trovarsi al momento giusto nel posto giusto per sfruttare al meglio la safety car per fermarsi guadagnando posizioni. Resta un talento che non può essere sottovalutato da Hamilton. Per sfruttare le possibilità che ti offre la gara devi avere il passo per stare nelle posizioni giuste nel momento giusto.

Valtteri Bottas 8: Una eccellente prestazione sulla pista che ha visto in difficoltà i motorizzati Ferrari di secondo piano. Pur partendo fuori dalla top ten, in gara porta un passo che gli consente di stare sempre a ridosso dei punti. In una lotta costante dal primo all’ultimo giro con rivali agguerriti, riesce a conquistare un’ottava piazza stupenda per il team.

Alexander Albon 8: Un punto per la Williams. Ossigeno puro per un team storico, ma in difficoltà perenne. Una gara condotta in modo magistrale, accorta, con un buon passo ed intelligente. La differenza di classe si vede e l’esperienza conta. Il valore aggiunto per il team britannico.

Sergio Perez 7: Raccoglie il testimone del secondo posto da Verstappen. Ma il messicano non ha il passo per stare dietro alla Ferrari. Rimane il sorpasso più bello della gara ai danni di un osso duro come Hamilton. Il suo ruolo di seconda guida lo sta portando a termine come si deve ma non può reggere il confronto da solo.

Lewis Hamilton 7: La monoposto in gara sembra migliorare. Aveva il passo per stare insieme ai migliori, sicuramente alle calcagna di Perez. Ingaggia un bel duello che perde per manifesta inferiorità ma tiene duro. Alla fine al solita safety car gli danneggia la corsa e regala la posizione di podio al compagno. Il team lo tiene a bada ma non è che potesse dare battaglia in qualche modo.  

Daniel Ricciardo 7: Parte bene, ma viene bloccato nel passo gara dalle due Mecedes e dal compagno davanti. Non riesce a fare la differenza, ma almeno non è più lento di Norris e recupera punti importanti con qualche posizione migliorata rispetto alla partenza.

Esteban Ocon 7: Senza enfasi porta a casa un altro ottimo risultato. Riesce a concretizzare le prestazioni in gara molto meglio di quanto riesca a fare il suo capitano Alonso. Una garanzia per il team, unico sempre a punti nelle tre gare svolte, a parte Leclerc e Russell

Pierre Gasly 7: Una gara difficile, una lotta costante con troppa gente agguerrita per un posto in zona punti. Alla fine, ragiona, non si butta a capofitto, ma riesce ad ottenere un nono posto fondamentale per un team in difficoltà con le rotture della monoposto.

Lando Norris 6: Una bella qualifica. Poi in gara una condotta molto timida alla partenza ed un passo non all’altezza della prestazione del sabato, gli fanno perdere posizioni. Non è riuscito a cambiare passo e poteva sfruttare meglio le due safety car.

Max Verstappen 6: Non è mai stato veramente in lotta con Leclerc. A parte il sabato dove poteva anche partire davanti, in gara perdeva troppo in termini di passo. La sua monoposto mangiava le gomme e come se non bastasse lo lascia a piedi per la seconda volta. Due zeri con un avversario simile sono un pesante fardello che nemmeno il suo talento può recuperare.

Fernando Alonso 6: Un week end difficile. Prima la botta al sabato quando sembrava di poter lottare per le prime posizioni. Poi in gara finisce intruppato nella rissa a centro gruppo. Prova a fare la differenza, incita pure gli avversari a lottare con lui, ma alla fine si ferma per un problema tecnico. Una buona prestazione ma il compagno è più concreto. Un problema che deve risolvere con delle prestazioni importanti in pista.

Carlos Sainz 5: Perde il suo momento nella qualifica del sabato. Quello che doveva diventare il week end della riscossa è diventato un incubo. Parte male, demerito anche della strategia sbagliata per le gomme in partenza ed un macchina che si imballa allo start. Poi prova a recuperare ma commette un errore che lo mette decisamente fuori dalla gara. Con questa uscita di pista, si ritaglia da solo il ruolo di seconda guida. Il distacco da Leclerc è troppo alto ormai dopo già tre gare.

La Banda Binotto 8: Una monoposto versatile, motore potente, meccanica docile sulle gomme, perfetta per una pista come Melbourne. Se recuperano il morale di Sainz allora si può puntare in alto. Non si può sprecare nemmeno un punto con avversari come RedBull e Mercedes.

I Crucchi 6: La macchina migliora. Forse merito della pista, forse merito del lavoro fatto di calibrazione di un progetto nato male. Per Wolff e company non ha importanza chi sale sul podio. Un segnale chiaro ad Hamilton se non rema nella direzione aziendale.

I Bibitari 5: La macchina non è competitiva come ci si aspettava su tutte le piste. Inoltre, si rompe cosa disastrosa in un mondiale dove si lotta punto su punto. Arriveranno aggiornamenti a Barcellona, ma potrebbe essere tardi e la corsa per raggiungere la Ferrari può diventare difficile.

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