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F1: Ferrari SF-23, evoluzione di un progetto che non era da buttare

Dopo tanta attesa è arrivato il giorno della Ferrari SF-23. La monoposto appare senza dubbio come un evoluzione di quella della passata stagione. Del resto, a parte qualche articolo acchiappa-click che parlava di una monoposto rivoluzionaria, nelle dichiarazioni del dimissionario Binotto era già trapelato che si sarebbe trattato di una Ferrari che avrebbe corretto i problemi della passata stagione senza buttare il bambino con tutta l’acqua sporca.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, possiamo dire affermare che la SF-75 non era così malaccio, nonostante i nostri dubbi circa l’eccessiva presenza delle fiancate. La vettura per tutta la prima parte di stagione è andata forte abbastanza da poter lottare con Verstappen. Una monoposto che ha conquistato più pole che vittorie, segno che era efficiente solo quando esprimeva il suo massimo potenziale.

Se c’è l’affidabilità arriva anche la prestazione

In gara dove la potenza doveva essere ridotta per problemi di affidabilità, più di quando già non rallentino le gomme Pirelli, la vettura diventava lenta, impacciata, consumando gomme in modo anomalo. Quindi a voler guardare il bicchiere mezzo pieno, si può dire che una volta risolti i problemi al motore, se questo può esprimere il massimo potenziale, la SF-23 potrebbe essere una valida alternativa alla RedBull. Inoltre la sospensione posteriore è stata rivista, come si è potuto osservare già sull’Alfa Romeo, ed anche la parte anteriore con la nuova meccanica dovrebbe garantire una migliore gestione gomme.

In sostanza mai come quest’anno più che i test a definire la bontà del lavoro fatto dai tecnici di Maranello spetta alle prime gare, quelle che la passata stagione sono andate bene definire quanto e se la macchina è migliore. Fermo restando che il 2023 è l’anno più di transizione di tutti!

Vasseur dovrà gestire la transizione

Un precedente. Nel 1996, quando arrivò Schumacher, non ci fu tempo di costruire un team vincente, Todt nonostante la sua enorme capacità gestionale non riuscì a fare meglio che presentare la famosa Formula Poltrona Frau con un fallimentare accenno di doppio fondo già sbagliato all’epoca della F92A. Detto questo però, sempre in quell’anno ci fu la volontà di migliorare un progetto nato male. Questa capacità di correggere gli errori e migliorare la monoposto fino alla fine della stagione, che è sempre stato un tallone di Achille della Ferrari dell’ultimo decennio.

A questo punto non importa quanto sia simile alla vettura della passata stagione ma quanto la SF-23, l’importante è che si possa evolvere in un campionato troppo lungo per correre tutte le gare con la stessa macchina.

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