Porsche Penske Motorsport ha vinto la 62a edizione della 24H di Daytona dopo un’emozionante battaglia per la vittoria con Cadillac.

La casa di Stoccarda ottiene la 19° vittoria assoluta a Daytona (e ne avrebbe altre quattro come fornitore di motori) e la prima affermazione del team Penske dal 1969. La gara si è ridotta ad un duello diretto tra la Cadillac V-Series.R #31 – gestita dal campione in carica della serie Action Express Racing – di Pipo Derani, Jack Aitken e Tom Blomqvist e la Porsche 963 #7 ufficiale di Dane Cameron, Matt Campbell, Josef Newgarden e Felipe Nasr.

Il primo duello avviene a 72 minuti dalla fine con Blomqvist, che aveva gomme più calde dopo essersi fermato ai box tre giri prima, che supera Nasr prendendo il comando della gara. Nasr poi si è lamentato di una fastidiosa vibrazione via radio, scivolando indietro di quasi quattro secondo rispetto a Blomqvist che, a sua volta, ha commesso un errore all’International Horseshoe che gli è costato 1,3 secondi, dimostrando come i leader della gara stessero spingendo molto nell’ultima e tiratissima ora di corsa.

Blomqvist ha poi raggiunto la Porsche Penske #6 di Mathieu Jaminet, che era in quarta posizione, per doppiarla e questo ha permesso a Nasr di recuperare terreno.

Ma proprio mentre il loro duello si stava riscaldando di nuovo, un incendio a bordo della Lexus RC F #12 della classe GTD all’uscita della pitlane ha portato a una ripartenza a poco più di 30 minuti dalla fine.

Nasr si è allontanato all’ultima ripartenza, cercando di non dare la scia a Blomqvist, per mantenere il comando. Blomqvist si è poi portato a un secondo da Nasr ed attendeva la sua occasione nel traffico per colpire. A 20 minuti dalla fine, Blomqvist ha aumentato la pressione mentre si accingevano a doppiare delle vetture di classe GTD, ma Nasr ha mantenuto i nervi saldi fino al traguardo, che ha tagliato per primo con solamente 2 secondi di margine.

Dietro di loro, l’unica Acura ARX-06 #40 del Wayne Taylor Racing with Andretti mentre la vettura gemella #10 ha avuto un problema elettrico al sabato sera, dopo aver condotto l’ora di apertura, costringendola al ritiro.

Delusione in casa BMW con entrambe le auto che hanno accusato problemi di affidabilità proprio quando stavano emergendo per un piazzamento a podio. Il V8 ibrido della #24 si è fermato all’uscita della curva 3 poco prima delle 14 ore per un problema al servosterzo e ha avuto bisogno di un carroattrezzi per riportarla in garage (dopo un tentativo fallito di traino), dove è stato raggiunta dalla vettura gemella #25 alla fine della 15°ora a causa di problemi al cambio.

La Cadillac #01 del Chip Ganassi Racing si è ritirata alla fine della 14° ora per problemi tecnici che hanno costretto Renger van der Zande a parcheggiare alla curva 1.

Era Motorsport trionfa in LMP2

La classe dei prototipi secondari ha prodotto alcune delle migliori gare e dei momenti più disordinati dell’intera gara. Cinque gli equipaggi in lizza per la vittoria: Era Motorsport, Crowdstrike by APR, Inter Europol by PR1 Mathiasen, Riley e Tower Motorsports.

Christian Rasmussen di Era ha messo a segno alcuni stint stellari nelle fasi finali, inseguito da Malthe Jakobsen (Crowdstrike – che ha mandato in testacoda una BMW GTP dopo l’ultima ripartenza ma ha evitato una penalità), Tom Dillmann (Europol), Felipe Fraga (Riley) e Scott McLaughlin (Tower) nella sparatoria finale.

Fraga è salito al terzo posto, mentre Rasmussen ha preso il largo per sigillare una vittoria enfatica di Jakobsen. Dillmann finì quarto, vincendo una battaglia con McLaughlin. La vettura #2 di United Autosports era molto veloce all’inizio, ma ha perso un giro intorno a metà gara.

L’atteso favorito Steven Thomas (TDS Racing) ha subito un incidente frontale all’uscita della chicane Bus Stop ed è stato il primo ritiro ufficiale della gara dopo 58 giri. La Ligier #33 del Sean Creech Motorsports – l’unica non ORECA della classe – è stata responsabile di quattro caution prima del suo ritiro dopo 510 giri.

Risi Ferrari trionfa in GTD

Trionfo per la Ferrari 296 GT3 #62 Risi Competizione di Daniel Serra, Davide Rigon, Alessandro Pier Guidi, James Calado

La classe GTD ha visto un susseguirsi di leader per tutta la 24 ore, con la categoria Pro che si è trasformata in una lotta diretta tra la Ferrari 296 #62 di Risi Competizione di Daniel Serra, Davide Rigon, Alessandro Pier Guidi e James Calado e la BMW M4 #1 di Paul Miller Racing di Bryan Sellers, Madison Snow, Neil Verhagen e Sheldon van der Linde.

Sellers aveva segnalato problemi ai freni a due ore dalla fine, rientrando ai box per le sostituzioni di pinze e dischi ma qualcosa è andato storto e van der Linde si è ritrovato quasi su tre ruote al rientro in pista.

La vettura è tornata in pista dopo tre giri, cedendo il secondo posto in GTD Pro alla Porsche 911 di AO Racing di Laurin Heinrich, Seb Priaulx e Michael Christensen. Una delle prime vittime della gara è stata la Lexus GTD Pro, che ha dovuto subire lunghe riparazioni del radiatore dopo aver colpito una vettura LMP2 ribelle mentre era in testa nelle mani di Mike Conway nell’ora di apertura.

Nella categoria pro-am, la Mercedes-AMG GT3 #57 di Winward Racing è emersa come la forza dominante durante le ore notturne, nelle mani di Russell Ward, Philip Ellis, Indy Dontje e Daniel Morad. Lexus ha perso un probabile secondo posto quando l’auto di Parker Thompson ha subito un incendio nel motore a soli 50 minuti dalla fine.

Miguel Molina ha lottato con Morad negli ultimi giri con la sua Ferrari 296 #21 di AF Corse che ha condiviso con Simon Mann, Francois Heriau e Kei Cozzolino, ma si è dovuto accontentare del secondo posto per 3 secondi.