E’ bastata una pista atipica vecchia maniera, una mescola di gomme diversa dal solito, e la Red Bull è andata in difficoltà. A parte il problema tecnico, che da tempo non arrivava sulle monoposto dei bibitari, la prestazione è sembrata sottotono fin dal Venerdi. Questa Ferrari, che resta seconda forza anche dopo la doppietta, viene via dall’Australia con la consapevolezza che, se Verstappen non è in giornata può giocarsi la vittoria può vincere.
Una vittoria anche se roboante con una doppietta alla terza stagionale non può certo cambiare le sorti di un mondiale. La Ferrari non era da buttare all’inizio del campionato e non è da mondiale adesso dopo l’affermazione di Melbourne. Semplicemente, al muretto della Red Bull hanno capito che non possono sottovalutare il nemico così facilmente. Gli errori possono costare cari. Una vittoria per la Rossa fa molta più cassa di risonanza che un intero mondiale per la Red Bull. Un’evidenza che non può essere smentita, ma soprattutto deve essere tenuta nella debita considerazione da chi deve decidere come si corre la domenica. Pirelli in prima battuta.
Forse è il caso che il gommista italiano vero arbitro delle prestazioni delle monoposto, mostri di tenere all’equilibrio del campionato. Scegliere la mescola giusta non solo per sé stessi ma soprattutto per favorire tutti è fondamentale per lo spettacolo.
Carlos Sainz 10: L’eroe che arriva in Australia dopo l’intervento e vince nonostante le difficoltà. Se la monoposto si comporta bene e le gomme tengono bene, dimostra di avere una maggiore consistenza del compagno.
Charles Leclerc 8: Il monegasco si rovina la qualifica da solo. In gara trova il suo passo, la sua dimensione, ma quando la monoposto diventa bilanciata e ben guidabile, non riesce più a far emergere la sua grande abilità di controllo al limite, subendo il bilanciamento del compagno.
Nico Hulkenberg 8: La Roccia è tornato. Consistente, non commette errori, una solida certezza. Se la monoposto rende anche partendo da dietro riesce a fare del suo meglio per racimolare qualche punto.
Lando Norris 7: Si accoda alle Ferrari. Porta un buon passo, sfrutta al meglio una buona tattica e tiene lontana dal podio la seconda Red Bull.
Lance Stroll 7: Nel giorno dove il suo capitano è in pessima forma, lui senza colpo ferire e senza errori porta punti preziosi al team.
Yuki Tsunoda 7: Doveva essere la gara del compagno, ma invece è venuto fuori il giapponesino in previsione del prossimo gran premio di casa dove troverà un pubblico caloroso ad attenderlo in zona punti.
Kevin Magnussen 7: Ad andare con l’esperto si impara ad essere calmi, cauti, e non commettere errori. Anche se il passo è stato migliore per tutto il week end il punto alle spalle del capitano vale oro.
Oscar Piastri 6: Mastica amaro l’idolo di casa. Paga una strategia non ottimale, ma riesce a tenere un passo migliore delle Red Bull. Il podio è solo rimandato.
Sergio Perez 6: Guida la Red Bull e come seconda guida della monoposto più forte del lotto partenti deve fare la seconda guida sostituendo il capitano fuori dai giochi. Ha miseramente fallito. Non mi meraviglierebbe se i bibitari guardassero a Sainz.
Max Verstappen 6: Non sarebbe stata una passeggiata, ma il freno rotto ha acceso un brutto campanello di allarme nella testa dell’olandese. Per come si è arrabbiato, è apparso un errore del team più che un problema di affidabilità.
George Russell 6: Un pilota cattivo ed esperto come l’inglese, pare strano che cada in una trappola come quella tesa da Alonso soprattutto conoscendo il volpone che si trovava davanti in una condizione critica come l’ultimo giro.
Fernando Alonso 5: Certe manovre vanno bene nel karting, nelle formule minori, nei campionati americani ed australiani, nel turismo, ma non in F1 dove ormai ci sono telecamere e telemetrie che incastrano il pilota anche se fa una scorreggia fuori posto.
Frederic Vasseur 8: Sta mettendo in piedi, tassello dopo tassello, un team che pare abbia imboccato la strada giusta. Non sarà Jean Todt, ma forse lo potrebbe diventare.
Chris Horner 5: Il suo team commette un errore. La sua monoposto si ritira e non finisce sul podio. Il box felice della Red Bull scricchiola.
Toto Wolff 4: Peggio della Mercedes più brutta disegnata due anni fa. Magari forse serve un tecnico e non un gestore per risollevare le cose?
Pirelli 8: Finalmente una mescola di gomme che ha messo un po di equilibrio. Che sia un cambio di politica, che il vento stia cambiando?
Birra Peroni 10: Le la Red Bull mette le ali, la birra italiana e propellente per i razzi che vanno nello spazio! Forza Peroni porta bene alla Ferrari
