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Dall’Italia al Giappone in Panda! Episodio 3: Si parte! La cara vecchia Europa

13 luglio 1930. Dal piccolo aeroporto di Vercelli (in realtà un lungo prato) decolla il piccolo Fiat AS.1 pilotato da Francis Lombardi e con a bordo il motorista  Gino Capannini. Destinazione Tokyo. La capitale giapponese sarà “conquistata” 9 giorni e 6 ore dopo, stabilendo il record di collegamento tra Europa e Giappone.

13 luglio 2024. Dallo stesso aeroporto una folla di curiosi, appassionati, amici aspetta la piccola Fiat Panda che, via terra, proverà a raggiungere a sua volta Tokyo, 94 anni dopo l’impresa di Lombardi. A bordo Salvatore Morabito e Fabrizio Carrubba. La curiosità è tanta per quello che per la piccola cittadina di provincia rappresenta l’evento dell’estate.

La Panda viene scortata da altre utilitarie Fiat che partono in parata dalla concessionaria Grignolio di Vercelli. L’entrata all’aeroporto per la cerimonia di partenza è una festa. Sindaco, rappresentanti della giunta comunale, Monsignore per la benedizione di rito. Dopo il bagno di folla e i saluti è tempo di partire e la Panda lascia Vercelli dando inizio alla grande avventura.

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La prima tappa prevista è l’Austria, con un lungo trasferimento autostradale. E subito si modifica il percorso stabilito. C’è traffico causa incidente dopo Venezia. Si decide per il Brennero. La prima nazione toccata è l’Austria. Ad ogni sosta attorno alla Panda, che reca sulla parte posteriore la scritta “Stiamo andando a Tokyo” tradotta in inglese, russo e giapponese, crea curiosità. Si fanno i primi incontri. Un veloce passaggio in Germania per una manciata di chilometri e la prima notte in terra austriaca.

Il morale è alto e nonostante ancora alcune questioni burocratiche da risolvere “on the road” si procede alla grande. Visita a Vienna, e poi ingresso in Repubblica Ceca. Qua tanti incontri con equipaggi impegnati in quello che doveva essere il progetto iniziale: il Mongol Rally. Nella stessa data di partenza dei vercellesi, da Praga, gli equipaggi sono partiti alla conquista dell’est. Sulle strade tante piccole improbabili auto preparate per il raid. Durante le soste incontri e chiacchiere con gli equipaggi. Nuovi amici da seguire.

Si entra in Polonia. Immensi campi di grano e di girasole sono il dipinto che si vede dai finestrini della Panda. Si viaggia bene: le strade sono curate, il cibo è buono. Varsavia diventa una sosta piacevole per la visita al suo centro storico. Dalla capitale si prendono i primi contatti concreti con chi in Giappone sta seguendo l’avventura ed aspetta con ansia l’arrivo della Panda. Si affrontano i primi sterrati in mezzo a boschi verso il confine con la Lituania, primo degli stati Baltici ad essere visitato.

La Lituania è una piacevole sorpresa. Si respira contemporaneamente aria di paesi nordici con profonde radici nel passato sovietico. I panorami sono meravigliosi, la gente ospitale ed amica. Le strade curate e anche le deviazioni off-road non creano problemi.

Si entra in Lettonia. Nazione scelta per tentare l’ingresso in Russia. Cambia l’approccio con la gente. C’è più diffidenza. I paesi attraversati, specie quelli nelle campagne, sembrano congelati al secolo scorso. La frontiera scelta è quella di Grebnova. Si tratta di un passaggio poco frequentato. Dalle informazioni prese da altri viaggiatori non dovrebbero esserci problemi a passare. Ma negli ultimi giorni qualcosa è successo: delle quattro dogane aperte verso la Russia due vengono chiuse. Il traffico si congestiona sulla grande frontiera di Terehova e sul piccolo presidio di Grebnova. La Panda si trova a dover sfilare una coda di 13 chilometri di camion e mettersi in coda come 30esima automobile.

Si scambiano le prime parole con chi è in coda. Alcuni sono in attesa da due giorni. Non ci sono servizi di nessun tipo. Niente bagni se non quelli chimici in condizioni a dir poco disperate. Niente punti di ristoro. Niente di niente se non una strada circondata da boschi. Alcune macchine lasciano la coda per recarsi a Karsava, primo paese distante 15 chilometri, per comprare cibo. Salvo e Fabri sono attrezzati con scorte alimentari in vista delle giornate nei deserti in Mongolia. Ci si organizza per dormire (poco e male) nella Panda. Le tempistiche si allungano. Si parla di 4 o 5 giorni di attesa. Il giorno successivo (il secondo alla dogana) passano solamente due autovetture nelle 16 ore di dogana. Bisogna prendere una decisione: o si torna a casa o si cerca una soluzione alternativa. La situazione alle frontiere estoni è simile. Si decide per la follia: la Norvegia. Frontiera di Kirkenes, 300 km a sud di CapoNord.

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Nella tarda serata la piccola Panda abbandona il posto di frontiera. Destinazione Estonia, Tallinn per la precisione, dove occorre prenotare al volo un traghetto per Helsinki, Finlandia. Si prospetta una nuova notte in macchina. L’Estonia scorre veloce sotto le ruote della Fiat, ma Salvo e Fabri hanno il tempo per una visita alla capitale prima di imbarcarsi.

Si fanno i calcoli della deviazione. Oltre 3.500 chilometri e circa 6 giorni. Il punto fermo è il traghetto da prendere a Vladivostok, 14.000 chilometri di distanza. Parte una sola volta a settimana e la macchina deve essere consegnata alle autorità portuali per la procedura doganale 4 giorni prima. Siamo solo all’inizio del viaggio e già si corre contro il tempo.

La risalita della Finlandia (le cui frontiere con la Russia sono chiuse) occupa 3 giorni di viaggio. Ci si regala una sosta estiva a Rovaniemi, paese di Babbo Natale e punto dove si varca il Circolo Polare Artico. Strade che attraversano immensi boschi di conifere, grandi laghi, tutto quello che rispecchia l’immaginario del Grande Nord, con tanto di renne che attraversano o percorrono in tranquillità le strade. Più ci si spinge a nord più il traffico diminuisce ma si continua ad incontrare Andrea e Sabrina che con Patagonia, il loro cane, stanno salendo verso Caponord. La cosa bella è che basta un messaggio tipo “butta la pasta che vi raggiungiamo” e si organizza un pranzo nel bel mezzo di una foresta.

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Il percorso abbandona le strade principali e per una piccola strada secondaria si entra in Norvegia. Un bivio indica a sinistra CapoNord a soli 300 km. Una metà che per molti è già un sogno. La Panda piega a destra, destinazione est. La frontiera con la Russia attende, tra mille dubbi e preoccupazioni, viste anche le recensioni ed i racconti che si trovano on-line su questo sperduto presidio.

Per Salvo e Fabri un tuffo al cuore quando scollinando dall’ennesima salita si trovano di fronte al Mare di Barents. La Panda è veramente quasi al confine più settentrionale del vecchio continente. Sono già così tante le emozioni in questa prima parte di viaggio.

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Si raggiunge Kirkenes, piccola cittadina norvegese e si ci ferma in un parcheggio per organizzare bagagli, documenti e quanto occorre per tentare l’ingresso in Russia. Ma la frontiera chiude per la notte. Occorre organizzarsi per dormire in questo sperduto posto. Qualche incontro fortuito permette di conoscere alcuni posti dove piantare la tenda. Unica attenzione da prestare è per gli orsi, che spesso si avvicinano anche alla strada per cercare cibo. La Panda si ferma in riva ad un lago, la tenda viene montata. Sono le 23 di sera, ma la luce del giorno è ancora forte in un lunghissimo crepuscolo che mai si spegnerà per tutta la notte, passando direttamente dal tramonto all’alba. Siamo oltre il Circolo Polare, d’estate non esiste la notte. Siamo ad oltre 4.100 chilometri da casa.

Salvo, Fabri e la Panda sono pronti ad entrare in Russia.

Nella prossima puntata “LA GRANDE RUSSIA”

Credito fotografico ©Fabrizio Carrubba

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