Il futuro della MotoGP è ormai alle porte e il 2026 segnerà una stagione di transizione verso una nuova era per il Motomondiale. La classe regina si prepara infatti ad affrontare cambiamenti epocali: la cilindrata delle moto verrà ridotta a 850cc e, soprattutto, dopo un decennio di collaborazione, Michelin lascerà il posto a un nuovo fornitore di pneumatici. Sarà Pirelli, già presente in Moto2, Moto3 e in Formula 1, a calzare l’intera griglia della massima categoria a partire dal 2027.
Il primo banco di prova per la casa milanese è già fissato: si terrà il 16 settembre sul circuito di Misano, il giorno successivo ai test ufficiali post-GP di San Marino. Tutti i costruttori saranno presenti — Ducati, Honda, Yamaha, KTM e Aprilia — ma in pista ci saranno solo cinque collaudatori, uno per casa. Le squadre potranno utilizzare esclusivamente moto laboratorio, il più possibile simili a quelle che debutteranno nel 2027.
In questa fase iniziale di sviluppo, con ancora un anno e mezzo di tempo prima dell’introduzione del nuovo regolamento, i team dovranno adeguarsi a precise limitazioni: sarà necessario ridurre l’aerodinamica, eliminare i dispositivi di altezza variabile e abbassare la potenza di circa 40-50 cavalli. L’obiettivo è ricreare condizioni di gara realistiche, per permettere a Pirelli di raccogliere dati utili sui nuovi prototipi di pneumatici.
Nonostante il cambio radicale, una cosa resterà invariata: la misura delle ruote, che continueranno a essere da 17 pollici, per semplificare l’adattamento dei costruttori. I test di Misano, inizialmente previsti a MotorLand Aragón, sono stati spostati a causa di divergenze con i team, ma rappresentano comunque un momento cruciale nello sviluppo delle gomme del futuro.
I piloti ufficiali dovranno invece attendere il 2026 per scendere in pista con gli pneumatici Pirelli, quando la fase di test entrerà nel vivo e si cominceranno a delineare le performance in assetto gara. Sarà l’inizio di una nuova sfida tecnica per tutto il paddock MotoGP.
