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MISANO SI ACCENDE PER IL GP: TRA MOTORI, EMOZIONI E IL RICORDO VIVO DI MARCO SIMONCELLI

È ufficialmente iniziata la settimana del weekend del GP della Repubblica di San Marino sul circuito di Misano Adriatico. Il circuito di “casa” di tanti dei piloti di MotoGP, casa che è stata anche per un campione indimenticabile che, in occasione del GP, partiva dalla sua casa in campagna a Coriano e cercava di fare il tempo record per arrivare in circuito: Marco Simoncelli.

Noi di Giornale Motori siamo già in terra romagnola e ne abbiamo approfittato per visitare il paese natale di Simoncelli, il museo a lui dedicato e conoscere da vicino il lavoro della Fondazione Simoncelli, gestita da Kate, che ogni anno riceve numerose donazioni per aiutare i ragazzi con disabilità del territorio.

Appena si entra nel museo ” La storia del SIC” gli occhi si inumidiscono. In un silenzio rispettoso risuonano le televisioni con la voce di Marco che trasmettono interviste divertenti e momenti di gara. Oggetti unici raccontano la sua storia: come il mezzo con cui partecipò alla “Karatella” del 2011, dove Marco avrebbe dovuto semplicemente premiare, ma rispose: “Io se vengo, voglio correre e vincere”.

Marco viene ricordato da compaesani e tifosi con il sorriso, sempre con la battuta pronta. Proseguendo nel museo si trovano le numerose bottiglie di prosecco stappate durante le sue vittorie, con dediche del team, della sorella Martina, di Kate. Perché è vero che Marco “non vinceva solo a Jerez”. Ma a parlare davvero sono le tute e le moto: dalla Pollini rossa delle minimoto, alla Gilera KK125 presa per 350.000 lire, fino alla Honda RC212V del debutto in MotoGP e alla moto del titolo mondiale in 250, affiancata dal pannello creato in gran segreto dal suo meccanico con la scritta in dialetto romagnolo: “T’an are’ vent è mundiel Callaghan!”.

Una storia che non si è fermata. Dopo la sua scomparsa: la famiglia Simoncelli e Kate han dato vita alla Fondazione Simoncelli, che continua ogni giorno a portare avanti i valori di Marco: solidarietà, umanità, vicinanza ai più fragili. Grazie alle prime donazioni dei tifosi, è stata aperta una struttura in Repubblica Dominicana, poi nel 2020 il centro diurno “Casa Simoncelli”. Quest’anno, la Fondazione ha come obiettivo l’acquisto di un arco C radiologico per l’Ospedale “Ceccarini” di Riccione, un dono concreto per il territorio a cui Marco era profondamente legato.

Questo era, ed è ancora oggi Marco: “Un giaguaro che sembra il più tranquillo del mondo, ma più imprevedibile del mondo”, un ragazzo dal cuore grande, che sapeva emozionare. E proprio come desiderava, viene ricordato come uno che quando correva, faceva battere il cuore. Grazie alla sua persona e alla Fondazione che porta il suo nome, Marco Simoncelli continua a correre, non più sulle piste, ma verso il bene.