Un anno fa Luca Marini arrivava a Misano con appena un punto in classifica, frutto della retrocessione di Augusto Fernandez in Germania. Costretto poi a saltare il GP di San Marino per un malessere, il riminese era rientrato per la seconda gara al Marco Simoncelli World Circuit, chiusa al dodicesimo posto. Quel risultato, eguagliato solo a Buriram, sarebbe rimasto il suo miglior piazzamento di stagione, conclusa con soli 14 punti.
Oggi lo scenario è completamente diverso: nonostante tre GP saltati per infortunio, Marini si presenta al via del GP di San Marino con 82 punti e con un quarto posto conquistato nella Sprint del Balaton, miglior risultato Honda dell’anno. Un eventuale bis del suo “picco” del 2024 significherebbe podio a Misano: un obiettivo ambizioso, ma non impossibile con una RC213V ormai capace di inserirsi stabilmente in top six.
«Correre a Misano è sempre un’emozione speciale, e arrivarci in buona forma lo rende ancora più bello», ha spiegato Marini. «Non solo perché è la mia gara di casa, ma anche perché il circuito mi piace molto e in passato sono sempre stato competitivo qui. L’obiettivo è proseguire sulla linea delle ultime gare. Abbiamo imparato tanto a Barcellona e spero di poterlo applicare per stare con i primi e regalare al team e ai tifosi un bel risultato».
Mir: “Il potenziale cresce, ma serve qualificarsi meglio”
Mentre Marini ha sfruttato la decima posizione in qualifica a Barcellona per chiudere ottavo in gara, Joan Mir è stato costretto a rimontare dalla ventesima casella fino alla dodicesima. Lo spagnolo, campione del mondo 2020, ha dimostrato comunque velocità centrando il miglior tempo nell’ultima sessione di libere, ma resta il problema di partire troppo indietro.
«La situazione è la stessa degli ultimi weekend: il potenziale cresce, ma dobbiamo mettere insieme tutto sin dall’inizio per entrare in top ten in qualifica», ha dichiarato Mir. «Misano è una pista che mi piace molto e l’anno scorso ci aveva dato il nostro miglior risultato. Da allora abbiamo fatto passi avanti sulla moto, quindi sarà una buona occasione per misurare i progressi».
Entrambi i piloti sono rimasti a Barcellona per un test privato sulla nuova ciclistica Honda. «Il mio weekend è stato un po’ penalizzato perché abbiamo provato più del dovuto», ha spiegato Mir. «Il nuovo telaio non è qualcosa che monti e subito ti fa andare meglio, serve lavoro e fiducia. Perdiamo un po’ in frenata, ma guadagniamo in naturalezza in curva».
Il maiorchino, autore di un sesto posto come miglior risultato stagionale, ha poi concluso: «Credo che stiamo disputando una seconda parte di stagione solida. Restano problemi, errori e cadute da risolvere, ma la prestazione complessiva è molto più consistente».
