Il futuro della Formula 1 a Imola non è ancora scritto. Il Gran Premio dell’Emilia Romagna, disputato per l’ultima volta quest’anno, non ha al momento un contratto per le prossime stagioni, ma le trattative con la Formula One Management restano aperte.
Secondo quanto riportato da PlanetF1.com, il circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari rimane infatti un’opzione concreta come sede di riserva del Mondiale, pronto a subentrare qualora uno degli appuntamenti già in calendario venisse meno.
La sfida con Madrid e il ruolo di riserva
Dal 2026 il GP dell’Emilia Romagna è stato escluso per lasciare spazio al nuovo evento di Madrid. Il tracciato della capitale spagnola, battezzato “Madring”, ospiterà la Formula 1 a partire da settembre del prossimo anno, nonostante le polemiche locali legate a permessi, abbattimento di alberi e rumori.
In questo quadro, Imola rappresenta la “rete di sicurezza” della F1, e non è escluso che in futuro possa diventare un appuntamento a rotazione, alternandosi con il Gran Premio del Belgio. In tal caso, il ritorno in calendario avverrebbe nel 2028 e nel 2030.
Forte concorrenza per un posto
Il destino di Imola resta però incerto. Sul tavolo, infatti, ci sono diverse candidature europee: Barcellona, Turchia, Portogallo e persino il Rwanda. “C’è molto interesse – ha dichiarato Stefano Domenicali, numero uno commerciale della F1 e originario proprio di Imola –. Non è vero che la Formula 1 vuole abbandonare l’Europa: basti vedere cosa è stato fatto in Ungheria, con il recente rinnovamento del circuito”.
Contratti blindati e nuove mete
Il calendario del futuro prossimo è già fitto di accordi a lungo termine: Monaco e Italia (fino al 2031), Ungheria (2032), Gran Bretagna (2034), Madrid (2035) e Austria (2041). Il Belgio, confermato fino al 2031, entrerà in rotazione dal 2028.
Parallelamente, nuovi mercati spingono per entrare: la Thailandia, con oltre un miliardo di dollari stanziati dal governo, mira a debuttare nel 2028 con una gara a Bangkok. Argentina, Portogallo e alcuni progetti africani restano invece più incerti, frenati dalla mancanza di sostegno statale, lo stesso problema che ha sancito la fine del GP d’Olanda a Zandvoort.
La questione economica
Il nodo principale resta quello economico. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori della Malesia, ospitare un GP di Formula 1 costa oltre 50 milioni di euro all’anno. Imola, che garantiva appena 21 milioni, non ha potuto competere con progetti più remunerativi come quello madrileno.
Tuttavia, la F1 potrebbe accettare condizioni più favorevoli pur di mantenere appuntamenti storici in mercati strategici. Italia e Imola rispondono perfettamente a questa logica, e potrebbero dunque tornare protagoniste, magari in forma diversa da quella cui siamo abituati.
