Dal 2017, con l’arrivo di Liberty Media dopo oltre quattro decenni di dominio targato Bernie Ecclestone, la Formula 1 ha conosciuto una profonda trasformazione. La nuova gestione ha portato a un’espansione senza precedenti, attirando una generazione inedita di tifosi e facendo impennare i profitti, con il valore minimo di ogni team oggi stimato in almeno un miliardo di dollari.
Negli ultimi otto anni il calendario si è arricchito di nuove tappe e il Circus ha introdotto innovazioni per mantenere alta l’attenzione. La più discussa è stata la sprint race, inizialmente percepita come un espediente estraneo alla tradizione del weekend di gara. Criticata da piloti e appassionati, nel tempo è aumentata di numero: nel 2025 sono sei, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a dodici.
Il presidente e CEO di F1, Stefano Domenicali, non sembra intenzionato a fermarsi. Ha parlato di “idee folli” al vaglio, come rendere più competitivi i turni di prove libere. Tra le ipotesi più controverse c’è anche quella di una sprint con griglia invertita.
Un’eventualità che divide, ma che trova forte opposizione tra i protagonisti. Piloti del calibro di Max Verstappen, quattro volte campione del mondo, hanno già espresso la propria contrarietà al format attuale delle sprint, e l’idea di una griglia invertita appare come una provocazione destinata ad alimentare ulteriori tensioni.
La voce dei tifosi è altrettanto chiara: secondo un sondaggio condotto da RacingNews365, ben il 62% degli appassionati ha respinto l’ipotesi di introdurre sprint a griglia invertita, contro un 38% favorevole. Un segnale netto che indica come i fan preferiscano cercare alternative piuttosto che stravolgere le regole del gioco.
Intanto l’attenzione si sposta anche sull’attualità della stagione, con il Gran Premio dell’Azerbaigian che ha visto protagonisti Oscar Piastri, coinvolto in spettacolari incidenti a Baku, e Max Verstappen, in piena lotta per rilanciarsi nella corsa al titolo.
