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Charles Leclerc apre ai reverse grid nelle Sprint Race, ma non nei GP.

Charles Leclerc si dice favorevole a introdurre le griglie invertite nelle gare Sprint, ma esclude categoricamente la possibilità che vengano adottate nei Gran Premi tradizionali.

Il concetto di reverse grid – ovvero invertire l’ordine di partenza sulla base delle qualifiche – non è una novità nel mondo del motorsport. Già utilizzato in Formula 2 per la Sprint Race del sabato (dove si invertiscono le prime dieci posizioni), questo formato ha sempre trovato forti resistenze in Formula 1, sia da parte dei piloti che dei tifosi.

Tuttavia, Charles Leclerc ha recentemente aperto alla possibilità di sperimentare questa formula nelle Sprint Race della F1, evidenziando come, in alcuni casi, queste gare brevi risultino piuttosto noiose e prive di sorpassi, a causa del rischio contenuto che i team vogliono correre in vista della gara principale.

“La griglia invertita? Non so, non nei weekend normali. Ma perché no nelle Sprint Race?” – ha detto Leclerc. – “Tuttavia non credo che debba far parte del DNA della Formula 1. Penso che la F1 sia già nella direzione giusta così com’è.”

Nonostante le critiche ricevute finora, il format delle Sprint Race continua a prendere piede nel calendario della F1. Attualmente si disputano sei Sprint a stagione, ma si vocifera che il numero possa aumentare nei prossimi anni. Leclerc, però, frena su questo punto:

“Non è qualcosa di cui abbiamo parlato molto. Ma la mia opinione è che sei Sprint siano più che sufficienti. Non vorrei che diventassero di più.”

Anche il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha espresso cautela sull’espansione delle Sprint, sottolineando le difficoltà logistiche e fisiche che comporterebbe per il personale delle squadre:

“Dal punto di vista commerciale capisco la posizione di Stefano Domenicali, è un mio caro amico e ci sentiamo spesso. Ma considero anche il carico di lavoro extra per lo staff. Viaggiano molto, è faticoso aumentare ulteriormente il numero di gare,” ha spiegato.

“Bisogna anche chiedersi se sia una scelta vantaggiosa per i team. Ci sono molteplici interessi in gioco: se ci si concentra solo sul lato sportivo, si rischiano problemi commerciali, e viceversa. Serve un equilibrio tra i due.”

Conclusione:
Mentre la Formula 1 continua a cercare formule innovative per aumentare lo spettacolo, la posizione di Leclerc e di molti altri nel paddock suggerisce una certa prudenza: innovare sì, ma senza snaturare l’essenza del campionato più prestigioso del motorsport.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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