Dopo settimane di dominio assoluto, la Ducati ha vissuto un brusco risveglio al Gran Premio d’Indonesia. Una tappa “difficile da digerire”, come l’ha definita il direttore generale Gigi Dall’Igna, ma anche utile per “ricordare che nulla è scontato” in un campionato che, fino a questo punto, aveva visto la rossa di Borgo Panigale dominare in lungo e in largo.
A soli sette giorni dal trionfo iridato di Marc Márquez in Giappone — titolo che ha consegnato al fuoriclasse spagnolo la corona mondiale 2025 — la squadra ufficiale Ducati ha vissuto un weekend da dimenticare a Mandalika. Márquez, solo nono in qualifica, aveva limitato i danni con un sesto posto nella Sprint, prima di essere travolto da Marco Bezzecchi al via della gara principale, rimediando la frattura di una clavicola.
Peggio ancora è andata a Pecco Bagnaia, che dopo aver dominato in Giappone si è ritrovato in fondo al gruppo: ultimo nella Sprint, staccato di quasi 30 secondi dal vincitore, e poi a terra nella gara della domenica. Un crollo inspiegabile che ha lasciato perplessi anche gli ingegneri di Borgo Panigale.
Dall’Igna ha invitato alla calma:
“È stato un fine settimana complicato e difficile da digerire. Dovremo analizzare tutti i dati con la necessaria calma e pazienza, soprattutto per quanto riguarda Pecco,” ha dichiarato il manager veneto.
“Proseguiremo con le nostre convinzioni e con fiducia. Mandalika è stato uno di quei weekend che capitano, anche a noi. Ogni tanto servono, per ricordarci che nulla è facile e che tutto è frutto di un impegno costante.”
L’infortunio di Márquez lo terrà lontano dalle piste per almeno due Gran Premi — Australia e Malesia — ma, nonostante le difficoltà, Ducati ha comunque festeggiato il titolo squadre a Mandalika.
A salvare l’onore del marchio ci ha pensato il giovane Fermín Aldeguer, rookie del team Gresini, autore di una prestazione straordinaria culminata con la sua prima vittoria in MotoGP.
“In un giorno per noi poco brillante, i piloti Gresini ci hanno regalato il record assoluto di podi consecutivi nella classe regina,” ha commentato Dall’Igna.
“Una luce splendente, chiamata Fermín, ha illuminato Mandalika. È il secondo più giovane vincitore della storia della MotoGP, dietro solo a Marc. Non solo ha vinto, ma ha dominato con la maturità di un campione esperto.”
Un fine settimana amaro, dunque, ma anche un prezioso promemoria per la Ducati: il successo, come ricorda Dall’Igna, “va costruito giorno dopo giorno, con dedizione e umiltà”.
