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MotoGP, crisi Bagnaia, Ducati sotto shock nonostante l’anno d’oro di Marquez

È difficile ricordare una stagione in cui un trionfo mondiale sia stato tanto oscurato da un’ombra interna. Il 2025 di Ducati, che avrebbe dovuto rappresentare l’apoteosi del dominio rosso in MotoGP, si è trasformato in un caso tecnico e psicologico che scuote Borgo Panigale dalle fondamenta.

Marquez campione, ma l’assenza pesa

Fino alla domenica del Gran Premio d’Indonesia, Marc Márquez aveva trascinato la Ducati ufficiale verso una stagione da sogno: sette titoli mondiali, un ritorno leggendario dopo gli infortuni e un’annata che sembrava destinata ai libri di storia.

Ma la sua assenza per un complicato infortunio alla spalla ha cambiato radicalmente il copione. Senza di lui, le celebrazioni del titolo e della “tripla corona” sono passate in secondo piano, mentre l’attenzione si è spostata sul crollo inspiegabile di Pecco Bagnaia.

Il crollo di Bagnaia: da dominatore a enigma tecnico

Dal Gran Premio d’Austria, Bagnaia ha raccolto appena 61 punti, e nelle ultime quattro gare è rimasto completamente a secco. Solo a Motegi aveva ritrovato il sorriso, dominando con la stessa GP25 che, da allora, sembra essere diventata una moto completamente diversa.

“Cosa è successo dall’Austria in poi? Non saprei rispondere,” ha ammesso Pecco a Phillip Island, dopo un weekend definito “indescrivibile”.

A Phillip Island, la GP25 si è trasformata in un incubo instabile: “un carrello della spesa con tre ruote”, come si è ironizzato nel paddock. Ducati ha stravolto il set-up più volte, ma senza risultati. Nella Sprint Bagnaia è finito 19°, 30 secondi dal vincitore, mentre nella gara lunga è caduto dopo una discreta rimonta.

Ancora più inquietante, i suoi problemi non sembrano legati alle condizioni estreme che avevano messo in difficoltà altri piloti Ducati a Mandalika. Il confronto con Fabio Di Giannantonio, secondo al traguardo nonostante la febbre, è impietoso: stesso pacchetto tecnico, rendimento opposto.

Di Giannantonio sorprende, Ducati nel caos

Il romano del team VR46 ha gestito con talento una moto nervosa, chiudendo secondo e confermando un trend in crescita: competitivo ogni volta che Bagnaia sprofonda. A Misano era stato terzo, a Mandalika ottavo, a Phillip Island addirittura sul podio.

La GP25, secondo Ducati, “non è il passo avanti sperato” rispetto alla GP24, ma resta una moto vincente: Marquez lo aveva dimostrato. Il problema sembra ormai psicologico.

“Se Marc fosse qui, sarebbe sul podio. Io non riesco a farla smettere di muoversi”, ha ammesso Pecco dopo la Sprint australiana.

Il test di Valencia del 18 novembre rappresenta ora l’unico spiraglio per chiudere la stagione con fiducia.


Ducati e il nodo contrattuale: Marquez ha in mano il futuro

L’anno scorso Ducati era stata criticata per aver preferito Márquez a Jorge Martín. Oggi, quella scelta appare come un colpo da maestro. Ma il contrappasso è un futuro più incerto: Marquez ha ora tutto il potere negoziale in vista del 2027.

Bagnaia, che fino a poche settimane fa si definiva “uomo Ducati a vita”, vive un momento di crisi che potrebbe cambiare gli equilibri interni. Con tutti i contratti factory in scadenza a fine 2026, il mercato piloti 2026–2027 si annuncia infuocato.

Ducati non ama più i contratti milionari, ma trattenere un Márquez tornato al top costerà caro. Dopo aver visto quanto pesi la sua assenza, a Borgo Panigale sanno che non possono permettersi di perderlo.


Fernandez e Aprilia, vittoria storica e conferme

Con Márquez ai box e Ducati in crisi, il Gran Premio d’Australia ha spalancato la porta a nuovi protagonisti.
Raul Fernández ha colto la prima, splendida vittoria della carriera con la Aprilia Trackhouse, approfittando delle penalità di Marco Bezzecchi, che ha comunque chiuso terzo dopo due long lap penalty per il contatto con Márquez a Mandalika.

Bezzecchi aveva il passo per vincere – appena 0,05 secondi più lento in media di Fernández – ma il giovane spagnolo ha gestito la gara con maturità, costruendo oltre tre secondi di vantaggio prima di controllare fino al traguardo.

Una vittoria che non solo rilancia il talento di Fernández, ma regala ad Aprilia la 300ª vittoria nella storia del Motomondiale. Un traguardo che apre prospettive intriganti per il 2026, se la casa di Noale saprà confermare questa crescita.

Il 2025 doveva essere l’anno del trionfo Ducati. È diventato, invece, l’anno delle domande.
Marquez è il campione che ha riportato la gloria, ma anche la chiave che ora decide il futuro.
Bagnaia è il simbolo di una crisi tecnica e mentale difficile da spiegare.
E mentre Ducati cerca risposte, Aprilia e Fernández si prendono la scena.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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