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Bearman frena le voci sul futuro in Ferrari: “Penso solo a portare punti alla squadra”

Oliver Bearman smorza l’entusiasmo attorno al suo nome dopo l’exploit al Gran Premio di Città del Messico. Il giovane pilota britannico, 20 anni, ha conquistato un incredibile quarto posto con la Haas, il miglior risultato della sua carriera in Formula 1, attirando immediatamente l’attenzione del paddock e dei media.

L’impresa ha spinto diversi osservatori a vederlo come il possibile erede di Lewis Hamilton in Ferrari. Martin Brundle, voce di Sky Sports F1, ha dichiarato che Bearman “merita il prossimo posto disponibile” a Maranello, mentre Jacques Villeneuve ha sottolineato come il britannico abbia dimostrato di essere “più forte tra i grandi”. Anche James Hinchcliffe, vincitore IndyCar e analista per F1 TV, lo ha definito “l’erede designato” di Hamilton.

Ma Bearman, con la maturità di un veterano, ha preferito spegnere le speculazioni.

“Un weekend dicono una cosa, poi se quello dopo non va bene dicono l’opposto,” ha commentato a Sky Sports F1. “Ai media piacciono i titoli, ma io penso solo a lavorare sodo e continuare a portare buoni risultati. Sono felice del mio weekend, ma resto concentrato.”

Il pilota britannico, che lo scorso anno aveva già impressionato con la Ferrari sostituendo all’ultimo minuto Carlos Sainz in Arabia Saudita e chiudendo settimo, ha definito “fortunato” il suo risultato in Messico.

“È stato un ottimo fine settimana, ma dobbiamo essere realistici. Non possiamo aspettarci di lottare per la top 4 o la top 5 in tutte le gare. Le circostanze ci sono state favorevoli, ma il passo gara era davvero buono e questo è incoraggiante.”

L’obiettivo, spiega Bearman, resta quello di consolidarsi e continuare a portare punti preziosi alla Haas. Dopo il risultato in Messico, il britannico è salito a quota 32 punti in classifica, tredicesimo tra i piloti, due lunghezze davanti al compagno di squadra Esteban Ocon.

Proprio Ocon, intervistato da Crash.net durante il Gran Premio di Gran Bretagna, non ha risparmiato elogi al giovane collega:

“Oliver è il più grande talento che abbia visto emergere in Formula 1.”

Per ora, Bearman resta con i piedi per terra. E mentre a Maranello si pensa al futuro post-Hamilton, lui preferisce guardare al presente — quello di un ventenne che sta già scrivendo pagine interessanti della sua storia in Formula 1.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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