Ultimi articoli

MotoGP, Yamaha V4 ancora in difficoltà: per Fernandez “i problemi sono sempre gli stessi, ma è positivo capirlo”

La nuova Yamaha V4 continua a mostrare segnali contrastanti nel suo terzo weekend da wildcard, ma secondo Augusto Fernandez, collaudatore ufficiale del progetto, riconoscere gli stessi problemi anche a Valencia potrebbe rappresentare un passo avanti nello sviluppo.

Il pilota spagnolo ha chiuso la giornata in 20ª posizione, a poco più di un secondo dal miglior tempo di Pedro Acosta (KTM), nonostante una caduta nelle fasi iniziali della Practice. Il prototipo giapponese si presenta con un nuovo telaio, introdotto dopo l’ultima uscita in Malesia. Un aggiornamento che, pur offrendo un leggero miglioramento, non ha risolto i persistenti problemi all’avantreno.

«È leggermente meglio» ha spiegato Fernandez. «Non ha lati negativi, ma non è la risposta. Tocca poco il punto critico. Una piccola differenza, nulla di più.»

Nonostante tutto, la giornata di lavoro è stata più proficua rispetto al test di Sepang: «Lì avevamo avuto tanti problemi. Qui siamo partiti bene, la FP1 è stata positiva e sono riuscito a sentire meglio ciò che accadeva sulla moto.»

“I problemi sono gli stessi, ed è positivo”

Secondo Fernandez, il fatto che il V4 mostrasse esattamente gli stessi limiti sia a Sepang sia sullo stretto tracciato di Valencia è un segnale incoraggiante.

«Ovviamente i problemi sono gli stessi, anche qui. Ed è positivo, perché significa che li riscontriamo su piste diverse. Valencia è piccola, Sepang è l’opposto. Soffriamo nello stesso modo, e questo ci aiuta a capire la direzione.»

Il nodo critico rimane chiaro: l’avantreno. «Oggi era tutto molto al limite. Sono caduto al terzo giro della Practice. Le condizioni erano difficili, e noi soffriamo ancora di più. Vediamo se domani riusciremo a migliorare in quell’area e confermare la direzione che pensiamo sia quella giusta.»

“Non abbiamo ancora un set-up base”

Yamaha, sottolinea Fernandez, non ha ancora trovato un assetto di riferimento per la V4. Il lavoro si basa su micro-regolazioni, e il nuovo telaio offre solo un po’ più margine d’azione.

«Stiamo ancora cercando un base set-up. Non abbiamo un riferimento. Anche domani faremo cambiamenti millimetrici. Con questo nuovo telaio possiamo osare un po’ di più, e lo sfrutteremo. Poi vedremo quale sarà il prossimo passo.»

La complessità del progetto rimane evidente: «Questa moto funziona a “toppe”. Risolvi una cosa e se ne apre un’altra. Finché non avremo un altro telaio e più margine di regolazione, sarà così. È il punto in cui siamo adesso.»

Un quadro che conferma come il progetto Yamaha V4 sia ancora lontano dall’essere competitivo, ma ora almeno dotato di una diagnosi più chiara.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.