Il 2026 segnerà una svolta epocale per la Formula 1, con regolamenti profondamente rivisti e una nuova generazione di monoposto destinate a cambiare il volto del campionato. In questo contesto, Ferrari ha avviato il Progetto 678, il piano tecnico che darà vita alla vettura con cui Charles Leclerc e Lewis Hamilton affronteranno la stagione del rinnovamento. E dalle prime indiscrezioni emerge un dato sorprendente: a Maranello si guarda in modo sempre più esplicito alle soluzioni sviluppate negli ultimi anni da McLaren.
La scelta delle sospensioni: addio pull-rod, ritorno alle push-rod
Una delle decisioni più significative riguarda l’architettura delle sospensioni. Dopo aver sperimentato nel 2025 una configurazione pull-rod, Ferrari ha deciso di invertire la rotta e adottare per entrambe le estremità della vettura un sistema push-rod, tecnologia che proprio McLaren ha riportato in auge ottenendo risultati molto convincenti.
La scelta non è solo tecnica, ma strategica: le sospensioni push-rod richiedono meno manutenzione, sono più semplici da tarare e garantiscono una maggiore stabilità meccanica, un punto ritenuto cruciale nell’era dell’aerodinamica attiva che debutterà nel 2026.
Geometria ispirata a Woking
Il nuovo schema sospensivo Ferrari riprenderà anche una soluzione introdotta da McLaren due anni fa: il braccio della barra sterzante verrà collocato dietro il braccio inferiore del quadrilatero. Una scelta adottata più di recente anche da Mercedes, e che promette benefici sia aerodinamici che dinamici.
Non si tratta di una semplice modifica: cambiare il layout delle sospensioni significa intervenire profondamente anche sul cambio, che dovrà essere riprogettato in funzione delle nuove geometrie e dei nuovi limiti regolamentari.
Aerodinamica attiva: una nuova sfida
Con l’ingresso dell’aerodinamica attiva, il comportamento della vettura cambierà radicalmente. Le sospensioni saranno sottoposte a carichi variabili e più complessi, motivo per cui Ferrari ha scelto un’impostazione più prevedibile e “robusta” già in fase progettuale.
Il ruolo centrale di Loïc Serra
A guidare il progetto è Loïc Serra, responsabile telaistico arrivato a Maranello con l’obiettivo di migliorare la coerenza tecnica della monoposto. L’obiettivo dichiarato è ottenere una vettura facile da mettere a punto, veloce su tutte le piste e capace di crescere durante la stagione, evitando gli alti e bassi che hanno spesso caratterizzato alcune annate recenti.
Verso il crash test FIA
Secondo quanto trapelato, il nuovo telaio del Progetto 678 ha già superato i test statici interni, passando alla fase successiva: il fondamentale crash test FIA. Il via libera della Federazione è il passaggio che sancirà ufficialmente la conformità della monoposto al regolamento 2026.
Hamilton-Leclerc: la coppia per la rivoluzione
A guidare la Ferrari che nascerà dal Progetto 678 saranno ancora Lewis Hamilton e Charles Leclerc, confermati per la nuova era tecnica. Entrambi avranno il compito di portare al limite un progetto che, mai come ora, sembra voler rompere con il passato e guardare con decisione alle soluzioni più moderne del panorama tecnico della Formula 1.
