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F1, crisi Hamilton: “La peggior stagione della mia vita.”

Lewis Hamilton attraversa il momento più buio della sua carriera. Fa quasi impressione dirlo pensando ai suoi numeri – 105 vittorie, 202 podi e sette titoli mondiali – ma il campione britannico, oggi in Ferrari, ammette di essere in caduta libera. L’ultimo vero acuto risale a un anno fa, proprio a Las Vegas, quando chiuse secondo dopo una rimonta dal 10º posto. Da allora, solo due podi nelle Sprint di Cina e Miami, episodi isolati in una stagione dai contorni preoccupanti.

Il weekend di Las Vegas ha rappresentato per Hamilton un nuovo punto di rottura. Ottavo al traguardo, dopo una buona partenza ha faticato a superare le Haas, ha commesso un errore dopo il pit stop e si è ritrovato a duellare con Fernando Alonso, salvando tre punti solo grazie al ritiro delle McLaren. Al termine della gara, l’ammissione più dura: “È la peggior stagione della mia vita”.

Il suo avvio in Ferrari non ha mantenuto le aspettative. Hamilton racconta di aver provato ogni possibile strada, senza trovare soluzioni:

“Mi sento malissimo. Non importa quanto ci provi, va solo peggio. Ho tentato di tutto, dentro e fuori dalla macchina”.

Parole che lasciano intendere un disagio crescente e forse una difficoltà ad adattarsi ai metodi di Maranello, molto diversi da quelli a cui era abituato in Mercedes e dai processi che, ad esempio, seguivano piloti come Carlos Sainz.

A Las Vegas, il fondo è stato toccato anche in qualifica: ultimo sulla griglia per la prima volta in carriera. In gara, problemi di equilibrio e carico aerodinamico hanno accentuato la frustrazione, alimentata dal confronto interno con Kimi Antonelli, autore di una strategia azzeccata e di un podio che pesa come un macigno.
Hamilton non ha nascosto il proprio disappunto: “Parlerò con il team per capire perché Antonelli aveva la strategia perfetta e noi no”.

Il britannico prova a restare lucido, promettendo di cercare qualcosa di positivo da una situazione che appare sempre più complessa. Ma i numeri sono impietosi: nel confronto diretto con Charles Leclerc, il bilancio è un severo 16-3 in gara e 17-5 in qualifica. Un divario che il monegasco aveva fatto registrare solo ai tempi della sua convivenza con Marcus Ericsson in Alfa Romeo.

Il mito Hamilton, oggi, è costretto a fare i conti con una realtà crudele: un campione abituato a dominare si ritrova lontano anni luce dalla sua miglior versione. E questa Formula 1, come sempre, non fa sconti a nessuno.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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