Jorge Lorenzo e Maverick Viñales hanno deciso di unire i loro percorsi sportivi in una collaborazione che promette di far discutere. Due delle personalità più forti e complesse del paddock stringono ora un’alleanza con un obiettivo chiaro: portare il pilota della KTM a lottare per il titolo mondiale di MotoGP. Lorenzo, cinque volte campione del mondo, ricoprirà il ruolo di coach personale, supportando Viñales nella preparazione fisica, mentale e nelle scelte strategiche della sua carriera.
Una decisione sorprendente, soprattutto considerando il passato burrascoso tra i due. La loro relazione, infatti, non è sempre stata idilliaca: lo hanno ricordato loro stessi nel podcast di Lorenzo, “Duralavita”, parlando dell’incidente di Montmeló 2019, quando il maiorchino travolse Viñales coinvolgendo diversi piloti. Le tensioni dell’epoca furono talmente intense da far pensare a uno scontro fisico lontano dalle telecamere. “Quel giorno lo volevo ammazzare”, ha scherzato Viñales durante l’intervista.
Eppure oggi i due sono pronti a lavorare fianco a fianco. Lorenzo paragona questa inedita collaborazione alla saga di Rocky: lui si vede nei panni di Apollo Creed, l’ex rivale che torna per guidare l’eroe verso la vittoria. Un’immagine che ben descrive la mentalità con cui affrontano questo nuovo percorso. “Molti dicono che durerà quattro giorni. Io dico: parlate pure, che il bicho arriverà”, ha commentato Lorenzo con sicurezza.
L’ex campione spagnolo rivela che l’idea di collaborare non è nata ora: se ne parlava già ai tempi di Aprilia. Per Lorenzo, il talento di Viñales è uno dei più puri della MotoGP contemporanea. “A livello di talento e di velocità pura non ha nulla da invidiare ai migliori. Forse solo Stoner aveva qualcosa di speciale. Se piloti con meno talento sono riusciti a lottare per un mondiale, perché non dovrebbe riuscirci lui?”, sostiene con convinzione.
Dall’altra parte, Viñales vive questa nuova fase come un percorso di crescita personale e professionale. Il catalano ammette la necessità di fare un salto di qualità per competere con i big della griglia, oggi identificati nei fratelli Márquez. “Il talento mi ha sempre aiutato, ma se voglio lottare con i grandi devo curare ogni dettaglio. Ho capito che avevo bisogno di un pilota tecnico, uno che potesse guidarmi mentalmente e sul piano delle scelte. Jorge è la persona giusta. Ora sono un alunno, e la fame che ho di vincere non si può misurare.”
Viñales sottolinea anche come questo cambiamento sarebbe stato impossibile due anni fa, per motivi personali e familiari. “Oggi sono deciso: sono in un punto della mia vita in cui nessuno può farmi uscire da questo cammino.”
Nasce così una delle coppie tecniche più inattese e affascinanti della MotoGP moderna. Se la scommessa funzionerà o meno, lo dirà solo la pista. Ma la determinazione con cui Lorenzo e Viñales affrontano questa nuova avventura lascia pensare che il paddock potrebbe presto avere un nuovo protagonista nella lotta al titolo.
