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MotoGP, alba di una nuova era: Dall’Igna promuove la Ducati 850cc

Mentre il paddock si prepara per il Gran Premio di Spagna, l’attenzione è già rivolta al futuro. Il 2027 segnerà la rivoluzione tecnica più profonda dell’ultimo decennio per la MotoGP: il passaggio ai motori da 850cc, l’addio ai dispositivi di altezza (abbassatori), una riduzione dell’aerodinamica e l’ingresso di Pirelli come fornitore unico di pneumatici al posto di Michelin.

In questo scenario di cambiamento radicale, la Ducati sembra non voler perdere il vantaggio tecnico accumulato negli ultimi anni. Gigi Dall’Igna, il “mago” di Borgo Panigale, ha rivelato le prime sensazioni dopo i test privati condotti da Michele Pirro a Misano.

Le parole di Dall’Igna: “Tutto funziona”

Ai microfoni di Motorsport.com, Dall’Igna si è mostrato fiducioso:

“La mia prima impressione sulla moto è stata molto buona. Tutto ha funzionato nel verso giusto e il prototipo è pronto per le prossime fasi di sviluppo.”

Il piano di lavoro è serrato. La prossima settimana, la “rossa” tornerà in pista al Mugello per una sessione cruciale. Pirro avrà a disposizione il pacchetto completo in configurazione 2027: il nuovo propulsore da 850cc, l’aerodinamica rivista e, soprattutto, utilizzerà già i carburanti 100% rinnovabili sviluppati in collaborazione con Shell.

La griglia dello sviluppo: KTM in vantaggio, Aprilia insegue

Se Borgo Panigale può sorridere per i primi riscontri positivi, il resto della concorrenza si muove con strategie e tempistiche differenti per non farsi trovare impreparato alla rivoluzione tecnica. In questo scenario, la KTM si è mossa d’anticipo su tutti, confermandosi come la “primatista” del nuovo corso dopo aver portato al debutto la sua versione da 850cc già lo scorso dicembre sul tracciato di Jerez.

Sul fronte giapponese, la Honda intensificherà gli sforzi la prossima settimana condividendo l’asfalto del Mugello proprio con la Ducati, affidando lo sviluppo del prototipo nelle mani esperte di Takaaki Nakagami. Nello stesso periodo, l’Aprilia ha pianificato il debutto assoluto della sua nuova creatura a Jerez: la casa di Noale scenderà in pista subito dopo i test ufficiali della classe regina, segnando l’esordio di Lorenzo Savadori in sella alla 850cc veneta. Più complessa appare invece la situazione in casa Yamaha; il marchio di Iwata sembra attualmente rincorrere, essendo impegnato su un doppio fronte tecnico che include anche la delicata transizione verso l’architettura del motore V4, fattore che ha inevitabilmente dilatato i tempi per la messa in pista del progetto 2027.

Cosa cambierà nel 2027?

Il regolamento punta a rendere le moto meno dipendenti dall’elettronica e dai dispositivi meccanici, mettendo nuovamente al centro il talento puro del pilota. La riduzione della cilindrata a 850cc (dagli attuali 1.000cc) servirà a contenere le velocità di punta, diventate ormai critiche per molti circuiti storici.

Con il divieto degli abbassatori e restrizioni più severe sull’aerodinamica, la sfida per gli ingegneri guidati da Dall’Igna sarà quella di ritrovare l’equilibrio perfetto in una MotoGP che promette di essere più “analogica” e imprevedibile.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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