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F1, la FIA apre il caso multiproprietà: Ben Sulayem contro i team “doppi”

La questione della multiproprietà in Formula 1 torna a far discutere e questa volta anche la FIA sembra pronta a intervenire. Il presidente della federazione, Mohammed Ben Sulayem, ha infatti confermato che l’organo di governo del motorsport sta valutando attentamente gli aspetti etici e sportivi legati al possesso di più squadre da parte dello stesso gruppo.

Da oltre vent’anni Red Bull controlla due team in Formula 1, una situazione che ha spesso alimentato dubbi sull’effettiva indipendenza delle scuderie coinvolte. Le polemiche si sono riaccese dopo il recente cambio ai vertici della Red Bull Racing: l’ex team principal Christian Horner è stato sostituito nel giro di pochi giorni da Laurent Mekies, proveniente proprio dal team satellite Racing Bulls.

A riaccendere ulteriormente il dibattito è anche la situazione legata ad Alpine. Mercedes-Benz sarebbe infatti interessata alla quota del 24% detenuta da un gruppo di investitori guidato da Otro Capital. Nel consorzio figurano nomi illustri come Ryan Reynolds, Rob McElhenney, il quarterback NFL Patrick Mahomes e il golfista Rory McIlroy.

Il valore della partecipazione, acquistata nel 2023 per circa 200 milioni di euro, sarebbe oggi quadruplicato fino a raggiungere gli 800 milioni. Tra gli interessati all’operazione ci sarebbe anche Horner.

Tra i più critici verso il sistema della multiproprietà c’è da tempo il CEO della McLaren, Zak Brown, che ha definito questo modello incompatibile con l’equità sportiva.

“Nei principali sport mondiali la comproprietà è vietata quasi ovunque”, ha dichiarato Brown. “Esiste un rischio concreto di compromettere l’integrità della competizione.”

Parole condivise almeno in parte anche da Ben Sulayem, che non ha nascosto le proprie perplessità.

“Possedere due squadre non credo sia la strada giusta”, ha spiegato il presidente FIA. “Stiamo analizzando la questione perché è un’area molto complessa. Dobbiamo capire se sia consentito e soprattutto se sia corretto dal punto di vista sportivo.”

Il numero uno della FIA ha infine sottolineato come il rischio maggiore sia quello di perdere lo spirito competitivo che da sempre rappresenta il cuore della Formula 1.

“Se viene meno lo spirito sportivo”, ha concluso, “credo che anche il sostegno verso questo sistema finirà inevitabilmente per diminuire.”

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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