Il tema della multiproprietà in Formula 1 torna al centro del dibattito. Il CEO della McLaren, Zak Brown, ha inviato una dura lettera al presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, chiedendo regole più severe per limitare le collaborazioni tra team appartenenti allo stesso gruppo.
Nel mirino del manager americano c’è soprattutto il modello adottato da Red Bull GmbH, proprietaria sia di Red Bull Racing sia di Racing Bulls. Secondo Brown, una struttura di questo tipo rischia di compromettere la correttezza della competizione, creando situazioni in cui una squadra satellite possa favorire quella principale.
Brown, da tempo critico nei confronti della doppia proprietà, sostiene che un sistema del genere sarebbe vietato nella maggior parte degli altri sport professionistici. In passato, ha ammesso, tali accordi potevano avere una funzione utile per garantire stabilità economica ai team minori. Oggi, però, con la Formula 1 economicamente più solida, ritiene che queste pratiche non siano più giustificabili.
Nella lettera, resa nota da RacingNews365, Brown cita episodi specifici che, a suo dire, dimostrerebbero la necessità di un intervento normativo. Tra questi il Gran Premio di Singapore 2024, quando Daniel Ricciardo, allora pilota Racing Bulls, effettuò un pit stop all’ultimo giro per tentare il giro veloce. L’operazione riuscì, togliendo il punto bonus a Lando Norris e favorendo indirettamente Max Verstappen nella lotta mondiale.
Altro caso contestato è quello del recente Gran Premio di Miami, dove Racing Bulls avrebbe chiesto a Liam Lawson di restituire la posizione a Verstappen dopo un episodio controverso al via. Secondo Brown, decisioni di questo tipo alimentano il sospetto di una collaborazione troppo stretta tra le due squadre.
Il CEO McLaren ha inoltre criticato i movimenti interni di personale tra i team Red Bull. In particolare, il passaggio immediato di Laurent Mekies da Racing Bulls a Red Bull nel luglio 2025, senza alcun periodo di gardening leave, viene indicato come esempio di un rapporto troppo permeabile tra le due strutture. Brown ha messo a confronto questo episodio con l’arrivo di Rob Marshall in McLaren, trasferimento che comportò nove mesi di stop forzato e un importante indennizzo economico.
Tra i punti sollevati figurano anche possibili vantaggi condivisi nello sviluppo tecnico, dall’utilizzo della galleria del vento ai software di progettazione.
Dal canto suo, Mohammed Ben Sulayem ha confermato che la FIA sta analizzando la questione. Pur sottolineando la complessità del tema, il presidente della Federazione ha ammesso di non considerare ideale la proprietà di due team da parte dello stesso gruppo.
“Personalmente non credo che possedere due squadre sia la strada giusta”, ha dichiarato Ben Sulayem, aggiungendo che la FIA sta valutando se sia possibile introdurre modifiche regolamentari.
Brown, infine, si è detto disponibile a proseguire il confronto con la Federazione per trovare una soluzione che garantisca maggiore trasparenza e indipendenza tra le squadre del mondiale.
