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Ferrari attacca la FIA: “Regole cambiate all’ultimo, penalizzata la nostra innovazione”

La Ferrari alza la voce contro la FIA dopo le recenti modifiche regolamentari introdotte per migliorare la sicurezza nelle partenze di Formula 1. A Maranello non è piaciuta la decisione della Federazione di intervenire a stagione in corso con il nuovo sistema “low power start detection”, studiato per evitare situazioni pericolose legate a monoposto che scattano troppo lentamente allo spegnimento dei semafori.

Secondo il team principal Fred Vasseur, il provvedimento avrebbe finito per penalizzare proprio Ferrari, che nei mesi scorsi era riuscita a costruirsi un importante vantaggio tecnico grazie a un progetto innovativo.

La scuderia di Maranello, infatti, aveva sviluppato la monoposto 2026 con un turbo più piccolo, soluzione che ha garantito partenze particolarmente efficaci a Lewis Hamilton e Charles Leclerc nel corso della stagione. Una superiorità evidente soprattutto nei primi metri, tanto da diventare uno dei punti di forza della SF-26.

Le nuove direttive introdotte dal GP di Miami hanno però ridotto parte di quel vantaggio. Una situazione che Vasseur fatica ad accettare.

“Il compromesso è semplice: vuoi guadagnare un decimo al giro oppure perdere cinque posizioni in partenza?”, ha spiegato il manager francese a The Race. “Gli ingegneri scelgono sempre una buona partenza”.

Vasseur ha poi sottolineato come Ferrari avesse già affrontato il problema con la FIA circa un anno fa, ricevendo una risposta molto chiara dalla Federazione.

“Ci dissero che bisogna progettare la macchina seguendo il regolamento, non cambiare il regolamento per adattarlo alle vetture. Era una filosofia che apprezzavo”.

Per questo motivo il numero uno del muretto Ferrari considera ingiusto il cambio di rotta deciso dalla FIA dopo le proteste di altri team.

“Metà della griglia ha iniziato a lamentarsi sostenendo che fosse una situazione pericolosa. Politicamente è stata una mossa intelligente, ma non molto corretta nei nostri confronti”.

Nonostante il disappunto, Ferrari sa di avere poco margine di manovra. La Federazione ha infatti giustificato l’intervento con motivazioni legate alla sicurezza, elemento che consente alla FIA di modificare le procedure anche senza il consenso unanime delle squadre.

“Capisco la scelta fatta per motivi di sicurezza”, ha aggiunto Vasseur. “Ma per noi è stata una decisione pesante, perché avevamo sviluppato il motore seguendo determinati criteri tecnici e le regole sono cambiate all’ultimo momento”.

Le tensioni tra Ferrari e FIA aggiungono così un nuovo capitolo politico alla stagione 2026 di Formula 1, in un campionato dove ogni dettaglio tecnico può trasformarsi rapidamente in un terreno di scontro tra innovazione, regolamenti e strategie di potere nel paddock.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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