Le polemiche sulla sicurezza del circuito di Balaton Park continuano ad animare il paddock della MotoGP. A riaccendere il dibattito è stato Pecco Bagnaia, che alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria ha spiegato come il tracciato non abbia subito modifiche sostanziali nonostante le criticità emerse nella scorsa stagione.
Per il pilota Ducati la motivazione è che il circuito sarebbe destinato a ospitare il mondiale soltanto fino al 2026, prima del previsto trasferimento della gara all’Hungaroring a partire dal 2027.
«Non hanno cambiato nulla perché questo è, in un certo senso, un circuito provvisorio. L’anno prossimo ci sposteremo su un altro tracciato», ha dichiarato il campione italiano durante il giovedì di Balaton Park.
Il Gran Premio d’Ungheria è tornato nel calendario MotoGP nel 2025 dopo oltre trent’anni di assenza, ma il nuovo impianto ha immediatamente sollevato dubbi tra piloti e addetti ai lavori. A far discutere è soprattutto il disegno del tracciato, caratterizzato da curve strette e spazi di fuga considerati limitati per le prestazioni delle moderne MotoGP.
Uno degli episodi più significativi si verificò durante le qualifiche dello scorso anno, quando Pedro Acosta cadde e la sua moto finì contro una torre televisiva posizionata a bordo pista, alimentando ulteriormente le preoccupazioni legate alla sicurezza.
Bagnaia non ha nascosto le proprie perplessità: «È strano perché qui c’è moltissimo spazio e hanno realizzato una pista davvero insolita. Ma è così. Sopravviveremo a un’altra stagione e poi, forse, l’anno prossimo andrà meglio».
L’ipotesi di un ritorno all’Hungaroring, storico circuito che ospitò la MotoGP nel 1990 e nel 1992, circola ormai da tempo. Anche la gestione dell’evento è passata recentemente a Hungaroring Sport Zrt, elemento che rafforza le indiscrezioni su un possibile trasferimento.
Sulla questione sicurezza è intervenuto anche Enea Bastianini. Il pilota del team Tech3 KTM ha sottolineato come alcuni interventi siano stati effettuati, ma ritiene che il lavoro da fare sia ancora molto.
«La chicane può essere problematica per noi. Abbiamo già parlato della sicurezza dei piloti a Mugello e spero di vedere miglioramenti. Mi hanno detto che è stata aggiunta più ghiaia nelle vie di fuga, ma voglio verificare personalmente», ha spiegato il riminese.
Bastianini ha infine ribadito un concetto condiviso da tutto il paddock: «La sicurezza deve essere sempre la priorità. Con le MotoGP moderne non si può garantire il 100% della sicurezza, ma bisogna fare tutto il possibile per avvicinarsi a quell’obiettivo».
In attesa di conferme ufficiali sul futuro del Gran Premio d’Ungheria, il destino di Balaton Park sembra dunque già segnato. Per i piloti resta ancora una stagione da affrontare su un circuito che continua a dividere opinioni e a sollevare interrogativi sulla sicurezza.
