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MotoGP, Quartararo lancia l’allarme: «La Yamaha V4 non è migliorata, è la stessa del 2025»

Il malumore di Fabio Quartararo nei confronti della Yamaha continua a crescere. Alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria, il pilota francese ha espresso tutta la sua frustrazione per la mancanza di progressi del progetto V4 della Casa di Iwata, arrivando a sostenere che la moto attuale è sostanzialmente identica a quella portata in pista per la prima volta nel settembre del 2025.

Le dichiarazioni del francese arrivano dopo un difficile fine settimana al Mugello, concluso senza punti e con sensazioni particolarmente negative. Al termine della gara italiana, Quartararo aveva ammesso di aver corso in modalità “contenimento danni” una volta compreso che i limiti della moto non gli avrebbero consentito di essere competitivo.

«Non voglio cadere e non voglio farmi male su questa pista. Sappiamo di essere in difficoltà», aveva dichiarato dopo la gara, aggiungendo una frase che aveva fatto rumore nel paddock: «Se me lo chiedete ora, direi che la motivazione è sparita».

A Balaton Park il pilota francese non ha nascosto che la delusione accumulata nelle ultime settimane è ancora ben presente.

«Non mi sono lasciato alle spalle il weekend scorso, perché è ormai da un mese che non sono realmente felice», ha spiegato. «Adesso devo concentrarmi su questo fine settimana, dare il massimo e capire fin dalle prime sessioni quali saranno le sensazioni in sella».

Pur aspettandosi una prestazione migliore rispetto al Mugello, Quartararo ha sottolineato che il vero problema riguarda lo sviluppo della moto.

«Non sono soddisfatto di come abbiamo migliorato la nostra moto. È la stessa moto del settembre 2025. Dal primo prototipo a oggi mi aspettavo un grande passo avanti, ma siamo ancora allo stesso punto».

Parole pesanti che evidenziano la crescente distanza tra le aspettative del pilota e i risultati ottenuti dal progetto tecnico Yamaha. Nonostante alcuni buoni risultati ottenuti a Le Mans e in Catalogna, favoriti anche dal ritorno alla precedente configurazione aerodinamica dell’ala anteriore, Quartararo ritiene che i problemi strutturali della moto siano rimasti invariati.

Alla domanda sul principale limite della Yamaha, il francese non ha avuto dubbi.

«I problemi sono molti, ma se devo sceglierne uno direi il grip. Nei test di Barcellona abbiamo visto subito che riesco a essere veloce quando c’è aderenza. Tuttavia dipende molto dalla pista e dalle condizioni. Poi ci sono anche la percorrenza in curva, la velocità massima, l’accelerazione e l’aerodinamica».

Ancora più preoccupante è la valutazione sulle prospettive future. Quartararo non si aspetta infatti significativi aggiornamenti tecnici da qui alla fine della stagione, convinto che Yamaha stia già concentrando gran parte delle proprie risorse sul nuovo regolamento tecnico che entrerà in vigore nel 2027 con le moto da 850 cc.

«Non vedo alcuna reazione da parte della Yamaha», ha affermato. «Siamo in una fase del campionato in cui credo non vedremo grandi sviluppi. Abbiamo iniziato tardi con il progetto V4 e, se fossi nei loro panni, penserei già alla preparazione della prossima generazione di moto».

Una situazione che contribuisce ad alimentare le voci sul futuro del pilota francese. Quartararo occupa attualmente soltanto il quindicesimo posto nel mondiale con 37 punti e, secondo le indiscrezioni del paddock, sarebbe destinato a passare alla Honda nella prossima stagione, anche se manca ancora l’annuncio ufficiale.

Per Yamaha il quadro è ancora più complesso se si considera che il secondo miglior pilota della squadra in classifica è Alex Rins, attualmente diciannovesimo con appena nove punti.

Mentre il campionato entra nella sua fase decisiva, le parole di Quartararo rappresentano un campanello d’allarme importante per Yamaha, chiamata a ritrovare competitività e fiducia in un progetto che, almeno secondo il suo pilota di punta, sembra essersi fermato.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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