Un finale straziante, l’ennesimo tra le strade di casa. Charles Leclerc mastica amaro dopo il Gran Premio di Monaco, costretto al ritiro al 65° giro mentre si trovava nel vivo della corsa. Un impatto violento che ha innescato la seconda Safety Car della giornata e che, in un primo momento, era parso legato alle condizioni critiche del tracciato.
Negli ultimi passaggi della gara, infatti, la direzione ha dovuto esporre la bandiera rossa per verificare la tenuta dell’asfalto, dopo che anche Lance Stroll (Aston Martin) era finito a muro nella stessa curva appena cinque giri prima del ferrarista. Ma se per molti il colpevole era il manto stradale in deterioramento, Leclerc ha immediatamente spento ogni dubbio, scaricando la responsabilità sulla sua vettura.
L’ira del monegasco è esplosa già nei secondi successivi all’impatto, con un team radio emblematico che non ha lasciato spazio a interpretazioni: “Non mi prenderò nemmeno la colpa! Questi f*uti freni”.
Una linea, quella del guasto tecnico, ribadita con fermezza anche davanti ai microfoni della stampa. “L’asfalto che si stacca non aiuta, ma i dati parlano da soli”, ha dichiarato un Leclerc visibilmente frustrato. “Sono sempre stato brutalmente onesto con me stesso e con le telecamere. Se faccio un errore lo ammetto, odierei cercare scuse. Ma oggi non mi assumo alcuna responsabilità. Con le gomme fredde e così sensibili al limite, guidare è stato un incubo. Sembro un idiota, e mi sta bene quando la colpa è mia, ma così è al limite del pericoloso”.
Nel retrobox, il numero 16 della Ferrari è sceso nei dettagli di un’avaria che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori, spiegando come la vettura fosse diventata improvvisamente ingovernabile durante il regime di Safety Car.
“Su quattro freni, ne avevo tre completamente fuori uso. L’anteriore sinistro funzionava, l’anteriore destro a metà, mentre i due posteriori erano inesistenti. Dai dati non risultava alcuna decelerazione, era come se le pinze non fossero nemmeno montate sulla macchina.”
Un problema di usura o un cedimento strutturale su cui Maranello dovrà fare luce, ma che ha lasciato il pilota senza opzioni: “Ho provato a fare di tutto per resettare il sistema dall’abitacolo, ma non c’era via d’uscita. L’unica alternativa rimasta era non frenare all’ultima curva, ma sarei andato a sbattere alla curva 1. Non ho mai vissuto un problema del genere in carriera, era semplicemente impossibile fare le curve”.
Nessun processo interno, comunque. I vertici della Gestione Sportiva hanno immediatamente analizzato la telemetria dando ragione al proprio pilota. “Fred Vasseur e Jerome d’Ambrosio hanno visto i dati, per loro è chiarissimo. Non credo ci sia alcun dubbio sul fatto che si sia trattato di un problema tecnico”, ha chiosato Leclerc.
L’unica nota positiva, in una domenica da dimenticare per il Cavallino, è la certezza di una contromisura immediata in vista del prossimo appuntamento del mondiale. Per risolvere i problemi di temperature e incostanza, Leclerc ha infatti annunciato una svolta interna: “Dalla prossima gara passerò alla configurazione dei freni utilizzata da Lewis Hamilton. Spero sia il passo avanti definitivo”.
