A volte in Formula 1 la differenza tra una gara da punti e un ritiro può dipendere da dettagli minimi. Nel caso di Nico Hülkenberg, però, il destino ha assunto contorni davvero surreali. Il pilota Audi è stato costretto ad abbandonare il Gran Premio di Barcellona-Catalunya a causa di un sasso sollevato dalla monoposto di Liam Lawson, che ha colpito l’interruttore di emergenza dell’impianto elettrico della sua vettura.
L’episodio si è verificato quando Lawson ha messo una ruota sulla ghiaia all’uscita della curva 12, sollevando una nube di detriti. Uno di questi ha raggiunto il roll hoop della vettura di Hülkenberg, attivando accidentalmente il sistema di spegnimento d’emergenza. In pochi istanti la monoposto si è completamente disattivata, lasciando il tedesco senza alcuna possibilità di proseguire.
«La macchina si è semplicemente spenta. Non c’era più nulla da fare, ho potuto soltanto rientrare ai box per inerzia», ha spiegato il pilota dopo la gara.
Come se non bastasse, un secondo sasso ha perforato il muso della vettura e colpito anche il sistema dell’estintore, completando una sequenza di eventi che ha lasciato increduli tecnici e addetti ai lavori.
Per Hülkenberg si tratta di un’occasione sfumata in modo particolarmente amaro. Grazie ai numerosi ritiri e alla penalità inflitta a Franco Colapinto, la zona punti era alla portata. A beneficiarne è stato invece Lawson, classificato ottavo al termine della corsa.
Il tedesco non ha nascosto la propria incredulità: «In tutta la mia carriera non avevo mai visto né sentito parlare di una cosa del genere. È stato un episodio incredibilmente sfortunato».
Anche Lawson è rimasto sorpreso quando ha appreso quanto accaduto. «Davvero? Non ne avevo la minima idea. Se fossi riuscito a colpire un bersaglio del genere intenzionalmente sarebbe stato impressionante, ma ovviamente è stato tutto casuale», ha commentato il neozelandese.
Prima del ritiro, Hülkenberg aveva vissuto una gara combattuta. Dopo aver perso alcune posizioni nelle prime fasi, è rimasto bloccato per gran parte della corsa alle spalle proprio di Lawson, convinto di avere un ritmo superiore. «Avevamo molta più velocità, ma qui quando resti dietro un’altra vettura le gomme si degradano rapidamente e diventa difficile attaccare», ha spiegato.
Un pomeriggio da dimenticare, dunque, per il pilota Audi, vittima di uno degli episodi più insoliti degli ultimi anni in Formula 1. Una gara che sembrava poter regalare punti preziosi si è invece conclusa per colpa di un semplice sasso e di una straordinaria concatenazione di eventi.
