Non farà più parte del progetto dalla prossima stagione, ma il suo parere continua a essere ascoltato. Davide Brivio, che lascerà il ruolo di team principal di Trackhouse al termine del 2026, resta infatti coinvolto nelle discussioni sul futuro della squadra americana e, in particolare, sulla definizione della line-up piloti per il 2027.
L’italiano ha spiegato di aver scelto di annunciare con largo anticipo il proprio addio per una questione di correttezza nei confronti del team.
«Volevo essere molto trasparente e far sapere subito che non sarei rimasto. Non volevo partecipare alle decisioni sui piloti e poi comunicare la mia partenza. Mi sembrava il modo più corretto di agire», ha dichiarato durante il weekend del Gran Premio d’Ungheria.
Brivio ha confermato che il proprietario del team, Justin Marks, sta ora guidando le trattative per il futuro, pur continuando a confrontarsi con lui. «Parliamo spesso. Mi chiede un’opinione e io la fornisco, ma la decisione finale spetta a lui», ha spiegato.
Futuro aperto per Fernandez
Tra i dossier più importanti c’è quello relativo a Raul Fernandez, il cui contratto resta in bilico. Lo spagnolo ha però rilanciato le proprie quotazioni grazie ai recenti risultati, culminati con il successo nella Sprint del Mugello.
Brivio ha elogiato la crescita del pilota: «Sono felice di vedere che riesce a esprimere il suo potenziale anche sotto pressione. Gli ho sempre detto di concentrarsi solo su ciò che può controllare: i risultati in pista. Del resto devono occuparsi gli altri».
Bastianini e Gonzalez tra le opzioni
Per il 2027, Trackhouse dovrà almeno sostituire Ai Ogura e valutare la composizione della propria squadra. Tra i nomi più accreditati figura Enea Bastianini, mentre il leader del campionato Moto2, Manuel Gonzalez, continua a cercare un’opportunità per approdare nella classe regina.
Secondo Brivio, tuttavia, la questione non riguarda esclusivamente il valore del pilota spagnolo.
«Non è una questione di ciò che Gonzalez può fare per meritarsi la MotoGP. Il punto è capire quale progetto vuole costruire Trackhouse. Se l’obiettivo è investire su un giovane e farlo crescere, allora il suo profilo è ideale. Se invece si vuole puntare subito ai risultati, serve un pilota già esperto».
Una riflessione che evidenzia uno dei temi più dibattuti del paddock: la difficoltà per i talenti della Moto2 di trovare spazio nella classe regina.
«Non molti sono disposti a scommettere su un rookie, soprattutto in un team ufficiale. Spesso i giovani devono passare da una squadra satellite, ma anche lì entrano in gioco interessi e strategie differenti», ha osservato Brivio.
Nonostante le difficoltà, l’ex manager Suzuki è convinto che Gonzalez abbia le qualità per arrivare in MotoGP: «Merita questa opportunità. Se però non dovesse arrivare nel 2027, gli consiglierei di continuare ancora un anno in Moto2. Nel nostro sport le occasioni possono presentarsi all’improvviso e, prima o poi, potrebbe arrivare quella giusta».
