La Mercedes potrebbe presto rivedere la propria filosofia sportiva. Il team principal Toto Wolff ha infatti ammesso che la squadra dovrà discutere nuovamente l’utilizzo degli ordini di scuderia dopo il ritorno di Lewis Hamilton nella lotta per il titolo mondiale, una situazione che rischia di complicare la gestione interna tra George Russell e Kimi Antonelli.
Fino al Gran Premio di Spagna, la stagione della Mercedes era stata dominata dai suoi due piloti. Russell aveva conquistato la vittoria inaugurale in Australia, prima che Antonelli prendesse il comando del campionato grazie a una straordinaria serie di cinque successi consecutivi tra Cina e Monaco.
Le recenti gare, però, hanno cambiato gli equilibri. I ritiri di Antonelli e Russell in momenti cruciali, uniti alla ritrovata costanza di Hamilton con la Ferrari, hanno consentito al sette volte campione del mondo di ridurre sensibilmente il distacco in classifica. Dopo il secondo posto ottenuto sia a Monaco sia in Canada e la vittoria conquistata a Barcellona, Hamilton si è portato a soli 41 punti dalla vetta occupata da Antonelli.
La situazione ha spinto Wolff a riflettere sulla gestione dei propri piloti. Solo poche settimane fa, dopo il duello ruota a ruota tra Russell e Antonelli in Canada, il manager austriaco aveva ribadito la tradizionale linea Mercedes, lasciando piena libertà ai due piloti di competere in pista.
Ora, tuttavia, il contesto è cambiato.
«Non siamo intervenuti nel loro confronto perché è sempre stato il nostro modo di correre», ha spiegato Wolff ai media. «Ma è una situazione che dovremo analizzare per il futuro. Dobbiamo capire come gestire eventuali differenze di passo tra i piloti quando si lotta per una vittoria o quando esiste il rischio di perderla».
Secondo il numero uno della Mercedes, sarà necessario trovare un equilibrio tra libertà di competizione e interesse della squadra, senza però rinunciare alla trasparenza nei confronti dei piloti.
«Sarà una discussione interessante, ma verrà affrontata in modo completamente trasparente e nell’interesse del team», ha aggiunto.
Mercedes è da sempre una delle poche squadre a consentire ai propri piloti di gareggiare liberamente, una filosofia che ha spesso regalato spettacolo ma che può comportare conseguenze sportive importanti. Al contrario, altre scuderie, come Ferrari durante l’era di Michael Schumacher, hanno costruito i propri successi attorno a una chiara gerarchia interna, massimizzando i risultati attraverso una gestione più rigida dei piloti.
Interrogato sulla necessità di tornare così presto a parlare di ordini di scuderia, Wolff ha sottolineato come l’ingresso di Hamilton nella corsa al titolo abbia modificato il quadro generale.
«Ho sempre detto che se una terza parte si inserisce nella lotta per il campionato bisogna valutare la situazione. Discuteremo internamente con i nostri piloti come affrontare scenari in cui rischiamo di ostacolarci a vicenda. Non credo sarà un problema, ma forse è arrivato il momento di ricalibrare alcuni aspetti».
A preoccupare Mercedes non è però soltanto la gestione sportiva. I problemi di affidabilità emersi nelle ultime settimane stanno infatti pesando in maniera significativa sulle ambizioni iridate del team.
«Sono deluso», ha ammesso Wolff. «Stiamo accumulando troppi ritiri. In Canada abbiamo perso potenzialmente 25 punti nel campionato costruttori e oggi altri punti importanti. Per vincere bisogna prima di tutto arrivare al traguardo».
Il manager austriaco ha quindi promesso un’analisi approfondita per individuare le cause dei problemi tecnici che hanno penalizzato sia Russell sia Antonelli nelle ultime gare.
«Nessuno è soddisfatto della situazione. Faremo tutto il possibile per capire cosa sta succedendo e risolvere il problema».
Con Hamilton sempre più vicino ai leader del mondiale e una Ferrari in costante crescita, Mercedes si trova ora davanti a una scelta delicata: continuare a lasciare piena libertà ai propri piloti oppure introdurre una gestione più strategica per difendere le proprie chance di conquistare il titolo.
