Ultimi articoli

Marc Marquez individua il vero problema della sicurezza in MotoGP: «Non sono i dispositivi di partenza»

A due settimane dal maxi incidente verificatosi alla prima curva del Gran Premio d’Ungheria, il dibattito sulla sicurezza delle partenze in MotoGP continua ad animare il paddock. Se molti osservatori puntano il dito contro i dispositivi di abbassamento della moto introdotti negli ultimi anni, Marc Marquez ritiene che il problema principale sia un altro: l’eccessivo numero di partenze che i piloti effettuano nel corso di un weekend di gara.

L’incidente di Balaton Park, che ha coinvolto Jorge Martin, Marco Bezzecchi, Raul Fernandez, Fermin Aldeguer e Fabio Di Giannantonio, ha riacceso le polemiche sui cosiddetti start device, utilizzati dal 2019 per migliorare l’accelerazione in partenza. Secondo diversi piloti, questi sistemi rendono più complessa la frenata alla prima curva, poiché obbligano i piloti a sbloccare il dispositivo anteriore durante la staccata per recuperare l’escursione delle sospensioni necessaria ad affrontare la curva.

Lo stesso Martin ha ammesso che il dispositivo abbia avuto un ruolo nell’incidente ungherese, mentre il rookie Diogo Moreira ha evidenziato come la presenza di questi sistemi renda più difficile arrestare la moto nella delicata fase successiva al via.

Marquez, però, vede la questione da una prospettiva diversa.

«Per me il vero problema non è il dispositivo anteriore o quello posteriore», ha spiegato il pilota Ducati nella conferenza stampa che precede il Gran Premio della Repubblica Ceca. «La domenica arriviamo alla prima curva dopo aver già effettuato quattro partenze: due nelle prove libere del venerdì, una nella Sprint e una nella gara principale.»

Secondo il campione spagnolo, questa ripetizione porta i piloti a raggiungere il limite con sempre maggiore precisione.

«Normalmente il primo pilota determina il punto di frenata. Quando arrivi lì per la quarta volta, hai già il riferimento perfettamente memorizzato e freni al limite. In passato, invece, la domenica era la prima volta che affrontavi quella situazione e i piloti tendevano a frenare con maggiore margine per evitare errori.»

Marquez ha citato proprio l’incidente di Balaton Park come esempio di questa dinamica.

«Ero in testa alla prima curva per la prima volta quest’anno e avevo il mio punto di riferimento. Ho frenato al cento per cento. Martin ha commesso un piccolo errore: ha frenato nel punto giusto, ma ha perso l’anteriore e non ha avuto il tempo di reagire.»

Il pilota Ducati ha inoltre difeso almeno in parte l’utilizzo dei dispositivi di partenza, sostenendo che non possano essere considerati la causa principale dei problemi di sicurezza.

Per quanto riguarda il dispositivo posteriore, Marquez ritiene addirittura che in alcune situazioni contribuisca ad aumentare la stabilità della moto.

«In certi punti, come la prima curva del Mugello, è persino più sicuro perché la moto si muove meno ed è più stabile. Rende le cose più semplici, ma non più pericolose.»

Più complesso il discorso relativo al dispositivo anteriore, che effettivamente modifica il comportamento della moto in frenata. Tuttavia, lo spagnolo ricorda che anche prima della sua introduzione non mancavano situazioni rischiose.

«Ricordo partenze in cui l’impennata durava moltissimo. Quando la ruota anteriore tornava a terra, a volte si bloccava e si verificavano movimenti molto strani sul rettilineo. Era sicuro? No. Però è vero che il punto di frenata era forse un po’ meno critico.»

La conclusione di Marquez è chiara: la prima curva resterà sempre il momento più pericoloso di una gara MotoGP, indipendentemente dalle soluzioni tecniche adottate.

«La prima curva sarà sempre il punto più rischioso. Oggi, però, facciamo decine di partenze durante la stagione. E quando aumentano le partenze, aumentano inevitabilmente anche le probabilità che si verifichino incidenti.»

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui