Lewis Hamilton ha finalmente rivelato l’entità dell’infortunio che lo ha accompagnato durante i primi mesi della sua avventura con Ferrari. A margine del Gran Premio d’Austria, il britannico ha svelato come un violento incidente durante i test privati con il Cavallino a Barcellona a gennaio dello scorso anno gli abbia causato un danno significativo alla colonna vertebrale cervicale.
“Ho colpito il muro molto duramente l’anno scorso durante i test e ho lussato un disco nel collo, che è finito nel nervo”, ha dichiarato Hamilton ai media presenti nel paddock di Spielberg. Una rivelazione sorprendente che spiega la sofferenza che il campione britannico ha dovuto affrontare durante la sua stagione d’esordio con la Scuderia Ferrari.
Nove settimane d’inferno
I dettagli dell’infortunio sono tutt’altro che banali. Hamilton ha dovuto sopportare nove settimane di intenso dolore e limitazioni fisiche, durante le quali ha cercato ogni possibile rimedio per recuperare la funzionalità.
“Non potevo fare molto per circa nove settimane,” ha continuato Hamilton. “Andavo da chiropratici ogni giorno, fisioterapisti ogni giorno. Non riuscivo a dormire. Ero costretto a prendere antidolorifici e ho dovuto sottopormi a iniezioni. Ho fatto tutto quello che potevo per cercare di risolvere il problema.”
La situazione era particolarmente complicata per un pilota di Formula 1, dove la posizione di guida richiede un impegno muscolare e articolare estremamente elevato. “È stato molto difficile, soprattutto considerando la posizione che si assume nel sedile di una monoposto,” ha aggiunto il sette volte campione mondiale.
Un esordio con Ferrari difficile
L’infortunio ha inevitabilmente complicato il già challenging esordio di Hamilton con Ferrari. Tuttavia, i frutti del lavoro del team e dello stesso pilota britannico si sono visti chiaramente a Barcellona, dove Hamilton ha conquistato la sua prima vittoria con il Cavallino alla 31ª gara, ben più tardi di quanto molti osservatori si sarebbero aspettati.
Questa vittoria, unita al ritiro tardivo di Andrea Kimi Antonelli, ha avvicinato Hamilton a soli 41 punti dal leader della classifica mondiale. Un risultato straordinario che suggerirebbe una possibile battaglia per il titolo iridato, ma il pilota britannico resta cauto.
Concentrazione sul presente, non sul campionato
Nonostante la situazione ottimale in classifica e il momento di forma eccezionale, Hamilton rifiuta categoricamente di pensare già a un possibile ottavo titolo mondiale.
“Non sto pensando al campionato,” ha affermato in risposta a una domanda di Crash.net. “Sto pensando a ogni singola gara, arrivando ed eseguendo il lavoro come abbiamo fatto lo scorso fine settimana. I pit stop, la strategia, siamo tutti in sincronia e avere questo ogni singolo fine settimana è la cosa più importante. Non sto pensando a quello che accadrà tra 15 gare.”
Il campione britannico ha poi esteso gli elogi a tutta l’organizzazione Ferrari, sottolineando come l’atmosfera nel team sia profondamente cambiata rispetto al passato.
Un team coeso e in crescita
“Sono molto orgoglioso di tutto il team della fabbrica,” ha dichiarato Hamilton. “Ogni singola persona di questa squadra porta qualcosa al tavolo, e tutti stanno migliorando, tutti stanno spingendo un po’ più forte che mai. Stiamo lavorando in modo più coeso, più compatto che mai prima con una grande leadership da parte di Fred.”
Quello che emerge dal discorso di Hamilton è un’immagine di una Ferrari rinnovata, unita e determinata a realizzare progressi concreti. Gli stessi miglioramenti che il team ha promesso si sono già visti sia a Barcellona che a Spielberg.
“Vedere i miglioramenti che chiediamo, vederli arrivare a Barcellona e anche qui. Hanno lavorato incredibilmente duramente per fare un passo avanti con il motore. Non è il passo completo, ma è un piede in avanti, e questo è quello che dobbiamo continuare a fare, continuare a mettere un piede davanti all’altro,” ha concluso Hamilton.
Un messaggio chiaro: nonostante le sfide affrontate, il percorso della Ferrari è in salita, e il campione britannico è determinato a continuare a fornire il massimo sforzo, una gara alla volta.
