Ad Assen Marco Bezzecchi non ha intenzione di fermarsi. Il riminese, leader del Mondiale MotoGP, ha dominato la sessione di prove del venerdì pomeriggio al circuito olandese, chiudendo in testa con un crono di 1’31″123 sulla sua Aprilia RS-GP ufficiale. Un segnale chiaro lanciato alla concorrenza: dopo il controverso stop forzato al Gran Premio della Repubblica Ceca, il campione vuole tornare a fare sul serio.
La sessione ha però vissuto momenti di apprensione nel finale, quando mancavano poco più di tre minuti alla bandiera a scacchi: un violento highside ha disarcionato Alex Marquez, pilota del team Gresini, costringendo i commissari a esporre la bandiera rossa. Lo spagnolo ha dovuto essere accompagnato fuori dalla pista dai marshal, destando non poca preoccupazione: solo poche settimane fa Marquez aveva riportato multiple fratture in un grave incidente sul circuito di Barcellona. Le sue condizioni sono in corso di valutazione.
In pista, le Aprilia hanno dominato la scena dall’inizio alla fine. Bezzecchi ha stabilito il ritmo già nei primi dieci minuti con un 1’31″956, per poi abbassare ulteriormente il suo riferimento nelle fasi conclusive. Alle sue spalle si è classificato Raul Fernandez con il Trackhouse Aprilia, mentre Pedro Acosta su KTM ha strappato il terzo posto nell’ultimo giro utile prima della sospensione.
Giornata complicata anche per Fermin Aldeguer, compagno di box di Alex Marquez, caduto in FP1 e trasportato al centro medico per accertamenti.
Quarto tempo per Ai Ogura, seguito da un Pecco Bagnaia in crescita: il piemontese ha siglato un ottimo 1’31″384 con gomma morbida usata al posteriore, pur vedendo cancellati alcuni riferimenti precedenti per via delle bandiere gialle. Sesto Marc Marquez, settimo Fabio Di Giannantonio davanti a Enea Bastianini, Jorge Martin e Alex Marquez.
Da segnalare la posizione di Franco Morbidelli, rimasto fuori dalla Q2 per appena 26 millesimi e ora sotto indagine degli steward per presunto ostruzionismo ai danni di Bastianini durante un giro lanciato. Situazione delicata anche per Martin, caduto alla curva 12 a pochi minuti dalla bandiera rossa ma riuscito a mantenere il posto in Q2 per un soffio.
Restano escluse dalla qualifica diretta tutte le Honda e le Yamaha, ancora lontane dal ritmo delle migliori. Domani la lotta si fa seria.
