Il futuro di Max Verstappen continua ad alimentare le speculazioni nel paddock della Formula 1. Nonostante un contratto con Red Bull valido fino al termine del 2028, il quattro volte campione del mondo potrebbe lasciare la squadra già alla fine della stagione qualora venissero soddisfatte le condizioni previste da una clausola d’uscita, legata alla sua posizione in classifica entro la pausa estiva di agosto.
Dopo il secondo posto conquistato nel Gran Premio d’Austria, l’olandese occupa il settimo posto nel mondiale con 73 punti, distante 98 lunghezze dal leader Andrea Kimi Antonelli e 58 dal secondo classificato George Russell. Una situazione che continua ad alimentare le indiscrezioni sul suo futuro.
A commentare la vicenda è stato Bernie Ecclestone, storico ex patron della Formula 1, che non ha nascosto la sua ammirazione per il pilota della Red Bull.
«Se oggi avessi una squadra – ha dichiarato – la prima cosa che farei sarebbe ingaggiare Max a qualsiasi costo. Sarebbe comunque più economico che progettare una macchina completamente nuova».
Negli ultimi giorni Verstappen è stato accostato con insistenza alla McLaren. Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il management del campione olandese avrebbe avuto colloqui preliminari con l’amministratore delegato della McLaren Racing, Zak Brown, per valutare un possibile trasferimento. In passato anche Mercedes era stata indicata come una destinazione plausibile, anche se Toto Wolff avrebbe raffreddato questa ipotesi in vista del 2027.
Interpellato sulla scelta migliore per Verstappen, Ecclestone ha invitato alla prudenza: «Bisogna valutare attentamente vantaggi e svantaggi. Se resta, quanto può peggiorare la situazione? Se cambia squadra, sarà davvero una scelta migliore? Non è una decisione semplice».
L’ex dirigente britannico ha inoltre rivelato quale sarebbe stato il suo consiglio: «Io gli avrei suggerito già lo scorso anno di andare alla Ferrari».
Ecclestone ha poi difeso Verstappen anche sulle critiche rivolte ai regolamenti tecnici introdotti nel 2026. Secondo lui, il pilota aveva pienamente ragione nel contestare una riforma che ha modificato profondamente la filosofia delle power unit.
«Le nuove regole non erano necessarie. Max criticava proprio questo, e credo avesse ragione», ha concluso Ecclestone.
Con il mercato piloti destinato a entrare nel vivo nelle prossime settimane, il futuro del campione del mondo resta uno dei temi più caldi della Formula 1.
