Bob Barnard rompe il silenzio e prende posizione contro il trasferimento del Gran Premio d’Australia della MotoGP da Phillip Island a un nuovo circuito cittadino di Adelaide. Il progettista del tracciato di Phillip Island e dello storico circuito urbano che ha ospitato la Formula 1 ad Adelaide ha pubblicato una dura lettera aperta nella quale critica il progetto previsto dal 2027, definendolo un rischio concreto per il patrimonio del motorsport australiano.
Secondo Barnard, il trasferimento potrebbe avere conseguenze ben più gravi del semplice cambio di sede della gara. L’ingegnere teme infatti che Phillip Island, destinato a perdere la MotoGP nel 2027 e il Campionato Mondiale Superbike dal 2028, possa essere definitivamente dismesso.
“Phillip Island potrebbe trasformarsi in un campo da golf”, ha avvertito Barnard, riferendosi alle recenti indiscrezioni sul futuro dell’impianto.
Il timore di perdere due circuiti storici
Nella sua lettera, condivisa dal giornalista Mat Oxley, Barnard spiega di aver inizialmente scelto di non intervenire pubblicamente sulla vicenda, nonostante il suo ruolo nella storia del motorsport australiano. Fu infatti lui a progettare il circuito di Phillip Island nella configurazione moderna, contribuendo al ritorno della MotoGP in Australia nel 1989, oltre ad aver firmato il celebre circuito cittadino di Adelaide utilizzato dalla Formula 1.
“Quando ho saputo del progetto di trasferire la MotoGP da Phillip Island ad Adelaide, ho pensato che, dopo trent’anni trascorsi lontano dall’Australia, non fosse più mio compito esprimere un’opinione”, scrive Barnard.
Con il passare dei mesi, però, la situazione lo ha spinto a cambiare idea.
Le critiche a Liberty Media e al Governo dell’Australia Meridionale
Barnard punta il dito contro le decisioni di Liberty Media, proprietaria dei diritti commerciali della MotoGP e della Superbike, e del Governo dell’Australia Meridionale.
Secondo il progettista, la ricerca di maggiori ritorni economici e politici rischia di compromettere due impianti considerati simboli del motorsport internazionale.
“L’obiettivo sembra essere quello di aumentare il valore delle azioni da una parte e ottenere consenso politico dall’altra, senza considerare ciò che è realmente meglio per lo sport e per il patrimonio storico rappresentato da questi circuiti”, sostiene.
Barnard ricorda inoltre che il proprietario di Phillip Island, Lindsay Fox, sarebbe già coinvolto nello sviluppo di un nuovo circuito ad Avalon, nello Stato di Victoria, alimentando così i dubbi sul futuro dell’attuale impianto.
“Il nuovo Adelaide non sostituirà quello storico”
Uno dei passaggi più duri della lettera riguarda il nuovo tracciato cittadino di Adelaide, che secondo Barnard non potrà raccogliere l’eredità dello storico circuito di Formula 1.
“Il nuovo tracciato non è quello originale e non sostituirà né il miglior circuito cittadino di Formula 1 del mondo né quello che i piloti considerano il miglior circuito per il Gran Premio motociclistico.”
Per rafforzare il concetto, Barnard propone un paragone destinato a far discutere.
“Quale sarebbe la reazione se Bathurst venisse modificato per ospitare la MotoGP oppure addirittura chiuso e trasformato in un campo da golf?”
L’ingegnere sottolinea inoltre come Phillip Island rappresenti una parte fondamentale della storia del motorsport australiano, ricordando che il primo Gran Premio d’Australia fu disputato proprio lì nel 1923, ben prima che Bathurst diventasse un punto di riferimento grazie alla futura Bathurst 1000.
Anche l’impatto ambientale al centro del dibattito
Barnard richiama poi l’attenzione sulle contestazioni sorte ad Adelaide, dove numerosi residenti si oppongono al progetto per il possibile impatto sugli Adelaide Parklands, un’area verde di grande valore storico e ambientale.
Secondo il progettista, l’Australia rischia di perdere contemporaneamente un circuito storico e parte del proprio patrimonio naturale.
“L’Australia non dovrebbe essere costretta a scegliere tra il motorsport e il patrimonio ambientale”, afferma.
Per questo motivo Barnard chiede che, prima di procedere, vengano resi pubblici tutti i dettagli del progetto, compresi il layout definitivo del circuito, le valutazioni sull’impatto ambientale e le reali motivazioni economiche che giustificano il trasferimento.
La presa di posizione finale
La lettera si conclude con una netta presa di posizione, dopo settimane di riflessione.
“Dopo un’attenta riflessione, mi oppongo con forza al progetto di trasferire la MotoGP su un circuito ancora sconosciuto e ancora da costruire negli Adelaide Parklands.”
Un intervento destinato ad alimentare ulteriormente il dibattito sul futuro del Gran Premio d’Australia della MotoGP, con una delle figure più autorevoli della storia dei circuiti australiani che invita istituzioni e appassionati a riflettere sulle conseguenze di una scelta che potrebbe cambiare per sempre il panorama del motorsport nel Paese.
