Il Gran Premio di Gran Bretagna potrebbe riportare al centro della scena uno dei temi più discussi della stagione di Formula 1: il super-clipping, ovvero l’esaurimento dell’energia elettrica disponibile, che costringe i piloti a gestire la potenza della power unit e modifica profondamente il modo di affrontare alcuni dei circuiti più iconici del calendario.
Dopo essere stato particolarmente evidente nelle prime gare del campionato, il fenomeno era passato in secondo piano grazie agli interventi della FIA e alle caratteristiche di tracciati come Monaco, Barcellona e Spielberg, meno penalizzanti dal punto di vista del recupero energetico. Silverstone, però, rischia di riportare il problema sotto i riflettori.
Il circuito britannico presenta infatti poche frenate importanti, rendendo difficile ricaricare la batteria lungo il giro. Il risultato potrebbe essere una sensibile riduzione della potenza elettrica nei lunghi tratti ad alta velocità, costringendo i piloti a modificare il proprio stile di guida.
Tra i più critici c’è Alex Albon. Il pilota della Williams teme che il fenomeno finisca per snaturare uno dei circuiti più amati del Mondiale.
«Oggi in Formula 1 non esistono quasi più vere curve ad alta velocità», ha spiegato. «Si arriva così lentamente all’ingresso delle curve che, in realtà, Silverstone è diventato un circuito da velocità medie. Si è parlato di possibili interventi dell’ultimo minuto per migliorare l’utilizzo dell’energia, soprattutto nel secondo settore, perché una volta superate le curve 6 e 7 praticamente non si frena più fino alla curva 15 e la batteria si scarica molto rapidamente.»
Secondo il thailandese, il fascino del tracciato ne risente inevitabilmente.
«Silverstone è sempre stato speciale. Lo diventa molto meno quando non puoi percepire quella sensazione di velocità nelle curve più rapide.»
«Spa, Suzuka e Silverstone hanno già perso parte della loro identità»
Albon ritiene che il problema non riguardi soltanto il tracciato inglese, ma abbia già modificato il carattere di altri circuiti storici del campionato.
«È già successo», ha affermato. «Basta guardare Melbourne tra le curve 9 e 10 oppure la 130R di Suzuka. È una realtà con cui dobbiamo convivere. Detto questo, FIA e Formula 1 stanno continuando a lavorare per cercare soluzioni e nelle ultime settimane ci sono stati ulteriori confronti con i piloti.»
Anche Charles Leclerc, dopo aver provato Silverstone al simulatore, ha espresso preoccupazione.
«Credo che molti piloti abbiano provato un po’ di dispiacere osservando i dati e girando al simulatore», ha raccontato il ferrarista. «Su piste come questa la differenza la faceva il coraggio nelle qualifiche: arrivavi nelle curve velocissime con tutta la potenza disponibile e dovevi trovare il limite della vettura. Oggi, invece, quelle curve sono diventate quasi delle curve da media velocità proprio a causa del super-clipping. Non so esattamente cosa aspettarmi, ma sono abbastanza sicuro che non sarà la stessa sensazione di un tempo.»
Colapinto: «Speriamo non sia così grave»
Più prudente il giudizio di Franco Colapinto. Il pilota dell’Alpine riconosce che Silverstone rappresenta uno dei circuiti più problematici sotto il profilo energetico, ma invita ad attendere il responso della pista.
«Prima ancora che iniziasse il campionato sapevamo che Silverstone, Melbourne e Suzuka sarebbero stati tracciati complicati sotto questo aspetto», ha spiegato. «Ci sono lunghi rettilinei e praticamente nessuna frenata importante. Vedremo dopo le prime prove se la situazione sarà davvero così critica.»
L’argentino ha inoltre sottolineato che le modifiche regolamentari introdotte durante la stagione hanno già migliorato alcuni aspetti della gestione energetica.
«Non dovremo più alzare il piede come accadeva a inizio anno per recuperare energia. La riduzione dell’harvesting ci permette di restare più facilmente a gas spalancato. Il problema è che, quando la batteria si scarica, arriviamo alle curve con meno velocità e questo le rende inevitabilmente meno impegnative.»
Perez: «A volte andare più piano sarà la scelta più veloce»
Anche Sergio Perez ritiene che la gestione dell’energia sarà decisiva nel weekend britannico. Secondo il pilota Cadillac, la prestazione sul giro potrebbe dipendere dalla capacità di sacrificare velocità in alcuni punti del tracciato per ottimizzare l’utilizzo della power unit.
«Tutto dipenderà da ciò che sarà più efficiente per il motore e per la gestione dell’energia», ha spiegato. «Potremmo trovarci nella situazione in cui affrontare una curva con un ingresso leggermente più lento finisca per essere la soluzione più veloce sul giro complessivo. Ritardare l’apertura del gas e gestire meglio l’erogazione potrebbe fare una differenza importante.»
Il timore condiviso da gran parte della griglia è che il super-clipping continui a modificare il DNA di circuiti storicamente considerati tra i più spettacolari della Formula 1. Silverstone rappresenterà un banco di prova importante non solo per i team, ma anche per le soluzioni adottate dalla FIA nel tentativo di limitare uno degli effetti più discussi dell’attuale regolamento tecnico.
