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Formula 1, torna il dibattito sulle bandiere gialle in qualifica: Sainz propone penalità, i piloti si dividono

L’incidente che ha coinvolto Max Verstappen nelle qualifiche del Gran Premio d’Austria ha riaperto una questione che in Formula 1 torna periodicamente al centro del dibattito: è giusto penalizzare i piloti che provocano una bandiera gialla o rossa durante il Q3, compromettendo i tentativi degli avversari?

Il caso esploso al Red Bull Ring ha avuto come protagonista anche George Russell. Il pilota Mercedes, transitando nel settore interessato dall’uscita di pista di Verstappen, ha trovato una sola bandiera gialla, ha correttamente rallentato quanto previsto dal regolamento ed è comunque riuscito a completare il giro che gli è valso la pole position. Diversa la scelta del compagno di squadra Kimi Antonelli, convinto che fosse stata esposta una doppia bandiera gialla: il giovane italiano ha interrotto il proprio tentativo, rinunciando di fatto a giocarsi la pole.

L’episodio ha inevitabilmente riportato alla memoria uno dei casi più controversi della storia della Formula 1: il Gran Premio di Monaco 2006, quando Michael Schumacher fermò la sua Ferrari alla Rascasse dopo aver ottenuto il miglior tempo. I commissari ritennero che il gesto fosse stato deliberato per impedire agli avversari di migliorarsi e lo retrocessero in fondo alla griglia.

Da allora l’idea di introdurre una penalità automatica per chi interrompe una sessione di qualifica è stata discussa più volte, senza però trovare spazio nel regolamento della Formula 1, a differenza di quanto accade in alcune categorie automobilistiche.

A rilanciare la proposta è stato Carlos Sainz. Il pilota della Williams ritiene che l’attuale sistema lasci troppo margine a situazioni che, anche se non intenzionali, finiscono per favorire chi ha già ottenuto un buon tempo.

«George ha semplicemente applicato il regolamento e la sua pole è meritata», ha spiegato lo spagnolo. «Ma credo che chi provoca una bandiera gialla o una bandiera rossa in qualifica dovrebbe ricevere almeno tre posizioni di penalità in griglia. Se un pilota esagera, finisce fuori pista e impedisce agli altri di migliorare, ottiene comunque un vantaggio, anche senza volerlo.»

Sainz ha tuttavia escluso che il caso di Verstappen rientri in questa categoria, sottolineando come l’uscita di pista dell’olandese sia stata provocata da un problema tecnico e non da un errore volontario.

George Russell ha riconosciuto che il tema viene discusso da tempo, ma ha evidenziato anche i possibili effetti negativi di una simile modifica regolamentare.

«Se ogni errore in Q3 dovesse comportare una penalità, i piloti probabilmente eviterebbero di spingersi davvero al limite», ha osservato il britannico. «E lo spettacolo perderebbe parte della sua essenza. Ci sono aspetti positivi e negativi da valutare.»

Sulla stessa linea si è espresso Kimi Antonelli. Il pilota Mercedes ritiene che una sanzione abbia senso soltanto quando sia evidente la volontà di interrompere deliberatamente la sessione.

«Se un pilota commette un errore mentre cerca il limite o subisce un guasto meccanico, non vedo perché debba essere penalizzato», ha dichiarato. «Diverso è il caso di chi crea volutamente una bandiera gialla, come è successo in passato soprattutto a Monaco.»

Anche Charles Leclerc invita alla prudenza. Il monegasco, protagonista di un incidente nelle qualifiche di Monaco 2021, ritiene che il problema riguardi soprattutto i circuiti cittadini, dove le vie di fuga ridotte rendono più facile compromettere i giri degli avversari.

«Chi finisce contro il muro paga già un prezzo molto alto», ha spiegato il ferrarista. «Per questo non credo abbia senso introdurre una regola valida per tutto il campionato. Forse su alcuni tracciati particolari si potrebbe intervenire, ma non ovunque.»

Dello stesso avviso è Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo ritiene che eventuali comportamenti intenzionali debbano essere sanzionati severamente, ma considera più urgente intervenire sulla gestione delle bandiere durante le qualifiche.

Secondo l’olandese, in Austria avrebbe dovuto essere esposta almeno una doppia bandiera gialla, impedendo automaticamente il completamento dei giri lanciati. «Russell ha semplicemente sfruttato ciò che consentiva il regolamento», ha commentato. «Probabilmente io avrei fatto la stessa cosa. Il vero problema è che una situazione del genere non dovrebbe permettere a nessuno di concludere il giro.»

Il confronto tra i piloti resta quindi aperto. Da una parte c’è chi, come Sainz, chiede una penalità automatica per scoraggiare qualsiasi episodio che possa alterare il risultato delle qualifiche; dall’altra prevale la convinzione che soltanto le azioni chiaramente intenzionali debbano essere punite, senza limitare la possibilità per i piloti di spingersi al limite nella ricerca della prestazione assoluta.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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