Una pausa estiva che sa di esame di riparazione. Pecco Bagnaia lancia un grido d’aiuto alla Ducati dopo un Gran Premio di Germania che ha certificato il momento più difficile della sua stagione 2026. L’undicesimo posto in qualifica e il sesto posto finale in gara, a oltre 11 secondi dal compagno di marca e vincitore Marc Marquez, sono il riflesso di un problema strutturale che il pilota torinese si trascina dietro ormai da mesi e che Borgo Panigale non è ancora riuscita a risolvere.
Il due volte iridato va alla sosta con un bottino amaro: ottavo in classifica generale, staccato di ben 65 punti dalla vetta del campionato, e ancora a secco di vittorie la domenica. Al termine della gara del Sachsenring, Bagnaia ha deciso di parlare chiaro, indicando con precisione cosa sta frenando la sua Desmosedici.
“Zero grip, non riesco a curvare né ad accelerare”
“Considerando quanto ho faticato in questo weekend, e ho faticato davvero tanto, finire settimo nella Sprint e sesto oggi è persino un ottimo risultato”, ha ammesso sconsolato il pilota piemontese. “Dobbiamo prendere i pochi aspetti positivi, come il fatto di aver migliorato leggermente il consumo delle gomme rispetto a ieri. Ma il problema di fondo resta lo stesso identico dalla prima gara dell’anno: non ho grip al posteriore. Non posso usare il retrotreno né per far girare la moto in curva, né in fase di accelerazione”.
Un vicolo cieco tecnico che sembra riguardare solo lui, o quasi. “L’unico pilota Ducati ad avere i miei stessi identici problemi era Alex Marquez”, ha rivelato Pecco. “Lui ne soffriva prima di Jerez, poi sulla sua moto hanno risolto il problema. Spero davvero che questa pausa estiva aiuti la squadra a capire cosa fare per sistemare anche la mia”.
Il duello ravvicinato con Martin e la scelta della maturità
Nelle fasi finali della corsa tedesca, Bagnaia si è trovato negli scarichi dell’Aprilia di Jorge Martin, ma ha preferito non tentare un sorpasso azzardato che avrebbe potuto costare carissimo. Una scelta dettata dall’esperienza e dalla consapevolezza dei propri limiti attuali.
“Lui faticava con l’anteriore, io con il posteriore. In qualche modo compensavamo i tempi sul giro. Ho provato a studiarlo per un giro alla curva 11, che era il punto in cui lui andava più forte, ma non ero abbastanza vicino. Per superarlo avrei dovuto rischiare troppo. Provocare una caduta non sarebbe stata una buona idea. In passato ho imparato che finire le gare è sempre la scelta migliore. Ci ho provato in tutti i modi, ma non sono mai stato abbastanza vicino per tentare un attacco pulito”.
Con un Marc Marquez in stato di grazia e saldamente favorito per il titolo, il box Ducati Lenovo è chiamato a un lavoro straordinario nelle prossime settimane. Bagnaia ha bisogno di risposte tecniche immediate: il campionato è ancora lungo, ma il tempo delle giustificazioni, per il campione in carica, è già finito.
