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Carport fotovoltaici: parcheggi che proteggono le auto e producono energia

Il passaggio alla mobilità elettrica non riguarda soltanto i veicoli. Cambia anche il modo in cui vengono progettati parcheggi, aree di sosta e punti di ricarica. In questo scenario i carport fotovoltaici uniscono due funzioni nello stesso spazio: proteggono le automobili dal sole e dalle intemperie e sostengono i pannelli destinati alla produzione di energia.

La soluzione può essere adottata nei parcheggi aziendali, nei centri commerciali, nelle strutture ricettive, negli impianti sportivi, nelle aree condominiali e nelle abitazioni con spazio esterno. Per ottenere un risultato efficace, però, la pensilina deve essere progettata come un sistema completo, coordinando struttura, moduli, impianto elettrico, drenaggio e viabilità.

Che cos’è un carport fotovoltaico

Un carport è una copertura aperta, sostenuta da pilastri, sotto la quale possono sostare uno o più veicoli. Nella versione fotovoltaica, la parte superiore ospita i pannelli solari e diventa una superficie produttiva. A differenza di un impianto installato sul tetto di un edificio, la struttura viene realizzata direttamente nell’area di parcheggio e può essere dimensionata in base al numero di posti auto disponibili.

Le configurazioni variano da una pensilina per una singola automobile a file modulari destinate a grandi parcheggi. Cambiano la disposizione dei pilastri, l’inclinazione della copertura, la gestione dell’acqua e il percorso dei cavi, ma l’obiettivo resta lo stesso: utilizzare una superficie già destinata alla sosta per generare energia senza consumare ulteriore suolo.

Protezione dei veicoli e maggiore comfort

Il beneficio più immediato per chi utilizza il parcheggio è la protezione. In estate l’ombra limita il surriscaldamento dell’abitacolo e riduce l’esposizione diretta di vernice, plastiche e interni ai raggi solari. Durante l’anno la copertura ripara inoltre da pioggia, grandine e deposito di sporco.

Nei parcheggi di aziende e attività commerciali questo comfort migliora l’esperienza di dipendenti, clienti e visitatori. La presenza di una copertura rende inoltre più agevoli la salita, la discesa e le operazioni di carico, soprattutto nelle giornate di maltempo.

Energia solare e ricarica dei veicoli elettrici

L’elettricità prodotta può essere utilizzata dall’edificio, immessa nella rete oppure destinata, in tutto o in parte, alle colonnine di ricarica. Il collegamento tra carport e mobilità elettrica è particolarmente interessante nei luoghi in cui i veicoli rimangono fermi per diverse ore, come parcheggi aziendali, hotel e strutture sportive.

Produzione fotovoltaica e domanda di ricarica non coincidono automaticamente. Il progetto deve considerare orari di sosta, potenza disponibile, consumi dell’edificio e numero di punti di ricarica. Sistemi di gestione dei carichi ed eventuali batterie possono aiutare a distribuire l’energia e a evitare picchi non necessari.

La struttura deve essere progettata per il contesto

Una pensilina fotovoltaica lavora all’aperto ed è esposta al vento, alla pioggia, agli sbalzi termici e, in alcune zone, alla neve. Altezza, luce tra i pilastri, inclinazione e fondazioni devono essere definite tenendo conto del sito e delle dimensioni dei veicoli. Nei parcheggi aperti al pubblico occorre considerare anche urti accidentali, manovre e percorsi pedonali.

Per questo le strutture per pannelli fotovoltaici non possono essere considerate un elemento accessorio. Profili, sostegni, morsetti e collegamenti trasferiscono i carichi e mantengono i moduli nella posizione prevista. Una configurazione studiata per l’applicazione rende più ordinata la posa e facilita i controlli futuri.

Layout del parcheggio e facilità di manovra

Un buon progetto parte dai movimenti reali dei veicoli. I pilastri non devono ostacolare l’apertura delle portiere o ridurre eccessivamente lo spazio di manovra. Vanno mantenute larghezze adeguate per le corsie, rispettati gli stalli accessibili e individuati percorsi sicuri per i pedoni.

Nei parcheggi esistenti il rilievo deve comprendere pendenze, cordoli, sottoservizi, alberi, illuminazione e sistemi di raccolta dell’acqua. La modularità può permettere di coprire soltanto una parte dell’area nella prima fase e di ampliare il sistema in seguito, purché questa possibilità sia prevista fin dall’inizio.

Acqua piovana, illuminazione e sicurezza

La copertura deve gestire correttamente l’acqua. Canali e pluviali vanno dimensionati e posizionati in modo da evitare gocciolamenti sugli stalli, ristagni e scarichi nelle zone di passaggio. In alcune configurazioni la tenuta tra i pannelli può essere integrata nel sistema; in altre è necessario prevedere una copertura sottostante.

L’infrastruttura può ospitare illuminazione a LED, videosorveglianza e segnaletica. I cavi elettrici devono seguire percorsi protetti e ispezionabili, mentre quadri e dispositivi di ricarica vanno collocati al riparo dagli urti. Anche la messa a terra e la protezione dai contatti devono essere coordinate con la struttura metallica.

Materiali e manutenzione nel tempo

La durabilità è importante perché il carport combina funzione strutturale ed energetica. L’alluminio è utilizzato in molti sistemi di supporto per la leggerezza e la resistenza alla corrosione; viti e accessori devono essere compatibili con gli altri materiali per limitare fenomeni di degrado.

La manutenzione comprende la pulizia dei moduli, il controllo dei serraggi, l’ispezione di cavi e canalizzazioni e la verifica dei sistemi di drenaggio. Occorre poter raggiungere i componenti senza smontare parti estese della copertura. Dopo eventi meteorologici eccezionali è prudente effettuare un controllo aggiuntivo.

Dalla pensilina all’infrastruttura energetica

Il carport fotovoltaico è più di una semplice tettoia. Se progettato insieme all’impianto elettrico e ai flussi del parcheggio, può trasformare un’area di sosta in un punto di produzione e utilizzo dell’energia. La combinazione con la ricarica elettrica rende visibile il legame tra mobilità e fonti rinnovabili.

Il risultato migliore nasce da una valutazione coordinata di spazio disponibile, esposizione solare, carichi, fondazioni, drenaggio, consumi e necessità degli utenti. Integrare questi aspetti fin dalle prime fasi aiuta a realizzare una struttura sicura, accessibile e pronta ad accompagnare l’evoluzione della mobilità.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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