Il nuovo regolamento tecnico della MotoGP previsto per il 2027 rappresenta una grande opportunità per Ducati. Gigi Dall’Igna, General Manager di Ducati Corse, guarda infatti con entusiasmo alla possibilità di progettare una moto praticamente da zero.
La rivoluzione regolamentare porterà diversi cambiamenti significativi: i motori passeranno dagli attuali 1000 cc agli 850 cc, saranno vietati i dispositivi per la regolazione dell’altezza della moto, verranno introdotti limiti più stringenti per l’aerodinamica e, soprattutto, ci sarà il passaggio dagli pneumatici Michelin a quelli Pirelli.
Secondo Dall’Igna, la combinazione di queste modifiche renderà impossibile trasferire integralmente sulla nuova moto le soluzioni tecniche sviluppate con l’attuale Desmosedici.
Una moto completamente nuova
Ducati arriva alla nuova era forte di un importante patrimonio tecnico. La Desmosedici ha infatti conquistato gli ultimi quattro titoli mondiali piloti della MotoGP, ma secondo Dall’Igna il know-how accumulato sarà più importante delle singole soluzioni utilizzate sulla moto attuale.
«La cosa più importante è il know-how che possiedi. Quello sicuramente lo porti nel futuro», ha spiegato Dall’Igna. Tuttavia, le nuove regole renderanno necessario ripartire quasi completamente da zero, soprattutto a causa del divieto dei dispositivi di ride-height, del nuovo motore e del cambio di fornitore degli pneumatici.
Per un ingegnere come Dall’Igna, però, questa situazione rappresenta soprattutto una grande occasione.
«Mi entusiasma assolutamente. Quando puoi partire da un foglio completamente bianco, per un ingegnere è il miglior giocattolo che si possa avere», ha dichiarato.
Dall’Igna voleva anche un sistema ibrido
Il responsabile di Ducati Corse ha inoltre confermato di aver sostenuto in passato l’idea di introdurre una forma di ibridazione del propulsore MotoGP, con un piccolo motore elettrico sulla moto del 2027.
L’obiettivo sarebbe stato introdurre una soluzione simile, almeno concettualmente, a quella utilizzata in Formula 1. Il progetto, tuttavia, si sarebbe scontrato soprattutto con le questioni legate ai costi.
«Avrei voluto avere un piccolo motore elettrico sulla moto del 2027», ha spiegato Dall’Igna, confermando di aver spinto inizialmente per questa soluzione. I costi, però, avrebbero reso l’introduzione della tecnologia particolarmente complicata.
Per Dall’Igna, comunque, l’innovazione rimane fondamentale: nuove soluzioni tecniche possono aumentare la creatività degli ingegneri e aprire strade completamente differenti.
Ducati guarda già al 2027
Mentre il campionato 2026 prosegue con le attuali MotoGP da 1000 cc e pneumatici Michelin, Ducati ha già iniziato a concentrarsi sulla prossima generazione di prototipi.
Il prossimo test privato dei prototipi da 850 cc con i piloti ufficiali è previsto a settembre al Red Bull Ring. Sarà un ulteriore passaggio importante nello sviluppo della Ducati destinata a inaugurare la nuova era regolamentare della MotoGP.
La sfida sarà particolarmente interessante perché, per la prima volta dopo diversi anni, Ducati non potrà semplicemente evolvere la Desmosedici attuale: dovrà reinterpretare quasi completamente il concetto di moto da Gran Premio.
