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MotoGP, Ducati ha provato di tutto per Pecco Bagnaia: «Anche soluzioni irrazionali»

Ducati non sembra intenzionata a lasciare nulla di intentato nel tentativo di riportare Francesco Bagnaia ai livelli che gli hanno permesso di conquistare due titoli mondiali MotoGP. Le difficoltà incontrate dal pilota italiano nel corso della stagione 2026 hanno infatti spinto i tecnici di Borgo Panigale a esplorare praticamente ogni strada possibile sulla GP26.

A raccontare quanto sia diventata profonda la ricerca di una soluzione è Ramon Forcada, storico ex capotecnico MotoGP, intervenuto nel podcast Duralvita. Secondo il tecnico spagnolo, Ducati avrebbe provato sulla moto di Bagnaia anche configurazioni apparentemente poco razionali, pur di individuare qualcosa capace di restituire al pilota le sensazioni necessarie per tornare competitivo.

Ducati alla ricerca di una soluzione

La stagione di Bagnaia aveva mostrato segnali incoraggianti nella prima parte dell’anno, con diversi piazzamenti sul podio prima della pausa estiva. Al ritorno in pista, però, la situazione è rapidamente peggiorata.

Il pilota italiano è caduto in tre delle ultime quattro gare e nell’ultimo Gran Premio in Austria non è riuscito ad andare oltre la settima posizione.

Il problema principale indicato da Bagnaia continua a essere la mancanza di grip al posteriore. Una difficoltà particolarmente complicata da interpretare per Ducati, considerando che gli altri piloti della Casa bolognese non sembrano soffrire lo stesso problema con la medesima intensità.

Forcada ha spiegato che Ducati avrebbe effettuato praticamente ogni tipo di prova possibile, comprese soluzioni che sulla carta sembravano destinate a non funzionare.

Tra gli esperimenti effettuati sarebbero tornati anche componenti già utilizzati in passato, compresi i dischi freno di maggiori dimensioni impiegati nella stagione precedente.

Anche le soluzioni apparentemente impossibili sono state provate

La situazione mette inevitabilmente sotto pressione anche gli ingegneri Ducati.

Quando un pilota continua a segnalare una mancanza di feeling con la moto, il lavoro dei tecnici diventa particolarmente delicato. Modificare continuamente l’assetto può infatti portare anche nella direzione opposta, peggiorando ulteriormente le prestazioni.

Secondo Forcada, alcune delle configurazioni sperimentate da Ducati avrebbero effettivamente prodotto risultati peggiori. Tuttavia, impedire a un pilota di effettuare determinate prove può essere altrettanto complicato.

L’obiettivo è permettergli di verificare direttamente se una determinata soluzione possa offrire sensazioni migliori, anche quando i dati suggeriscono che difficilmente porterà benefici.

Il caso Misano e il confronto con Di Giannantonio

Le difficoltà di Bagnaia erano emerse chiaramente anche durante il Gran Premio di San Marino a Misano.

Le telecamere di DAZN avevano ripreso una conversazione tra il pilota ufficiale Ducati e Fabio Di Giannantonio. Il portacolori VR46 aveva suggerito a Bagnaia di provare una configurazione più semplice e vicina al proprio set-up.

La risposta di Pecco — «non me lo lasciano fare» — aveva immediatamente alimentato discussioni sul rapporto tecnico tra il pilota e Ducati.

Bagnaia aveva successivamente chiarito che quella conversazione era stata estrapolata dal proprio contesto, criticando duramente la scelta di trasmettere pubblicamente lo scambio.

Rimane però evidente quanto sia complessa la situazione tecnica del due volte campione del mondo.

Il problema del grip posteriore

Bagnaia ha ripetutamente indicato nella mancanza di aderenza della ruota posteriore uno dei principali limiti della sua GP26.

Il problema condiziona diverse fasi della guida: dall’ingresso in curva fino alla possibilità di utilizzare il posteriore per aiutare la moto a girare e successivamente accelerare.

A Misano il pilota italiano aveva descritto sensazioni particolarmente difficili, spiegando come alcune modifiche producessero effetti praticamente opposti rispetto a quelli normalmente attesi.

La situazione è diventata ancora più frustrante considerando la competitività mostrata dalle altre Ducati.

Bagnaia stesso ha riconosciuto in precedenza che altri piloti riescono a essere veloci con la GP26, ammettendo quindi la necessità di trovare un modo per adattare maggiormente il proprio stile di guida alla moto.

Motegi diventa un appuntamento fondamentale

Il prossimo Gran Premio del Giappone assume quindi un significato particolare.

Motegi segnerà infatti oltre un anno dall’ultima vittoria di Bagnaia in un Gran Premio. Un dato significativo per un pilota che nelle stagioni precedenti era stato uno dei riferimenti assoluti della MotoGP.

Ducati continua a lavorare per trovare una soluzione, mentre Bagnaia cerca quel feeling che gli permetta nuovamente di sfruttare completamente il potenziale della Desmosedici.

Le numerose prove effettuate dimostrano quanto Borgo Panigale abbia investito nella ricerca di una risposta. Ora resta da capire se, nelle ultime gare della stagione, una delle strade esplorate riuscirà finalmente a riportare Bagnaia nelle posizioni che hanno caratterizzato gli anni migliori della sua esperienza con Ducati.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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