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MotoGP, allarme Bagnaia: la Ducati GP26 consuma troppo il posteriore

Il problema non è nuovo, ma ora è diventato evidente. Francesco Bagnaia continua a fare i conti con un limite tecnico che rischia di compromettere l’inizio della sua stagione 2026: il degrado eccessivo della gomma posteriore.

Un tema già sollevato lo scorso anno da Valentino Rossi, che durante una cena della Hall of Fame a Misano aveva individuato con precisione la criticità del due volte campione del mondo: un calo marcato di prestazione negli ultimi giri.

Calo nel finale: il problema resta

Nonostante i miglioramenti al feeling con l’anteriore durante l’inverno, il nodo principale non è stato risolto. Anzi, i primi round della stagione hanno confermato una tendenza preoccupante.

L’episodio più evidente si è verificato al COTA, dove Bagnaia ha perso la vittoria nella Sprint dopo essere stato superato all’ultimo giro da Jorge Martin. Una rimonta resa possibile non solo dalla scelta della gomma media da parte dello spagnolo, ma soprattutto dal crollo di ritmo del pilota Ducati.

I dati parlano chiaro: nel penultimo giro, Bagnaia girava più lento di numerosi rivali, tra cui Pedro Acosta e il compagno di squadra Marc Marquez, nonostante quest’ultimo fosse in rimonta con una moto danneggiata.

Gara lunga: stessa storia

Il copione non è cambiato nella gara della domenica. Anche con la gomma media al posteriore, Bagnaia ha perso progressivamente terreno, scivolando dal quinto al decimo posto negli ultimi giri.

“Anche senza spingere ho finito la gomma posteriore”, ha ammesso il pilota italiano, descrivendo una situazione al limite della gestione: “Negli ultimi due giri ero completamente al limite, rischiando la caduta”.

Un problema che si è già manifestato nelle precedenti gare in Thailandia e a Goiânia, segno di una difficoltà strutturale più che occasionale.

Una Ducati che “gira” troppo con il posteriore

Secondo Bagnaia, il comportamento della GP26 è alla radice del problema. La moto richiede un utilizzo eccessivo del posteriore in fase di percorrenza, a causa di un anteriore poco efficace in inserimento.

“Non riusciamo a fermare bene la moto. L’anteriore spinge molto e siamo costretti a girare con il posteriore, distruggendolo”, ha spiegato.

Una dinamica che porta a un consumo anomalo della gomma e limita drasticamente la possibilità di attaccare nel finale di gara.

Di Giannantonio conferma: “Usiamo troppo il posteriore”

L’analisi è condivisa anche da Fabio Di Giannantonio, altro pilota Ducati GP26, attualmente il più competitivo tra i ducatisti in questo avvio di stagione.

“La gomma posteriore è buona, ma la usiamo troppo per fare tutto”, ha dichiarato. “Ora gli altri hanno migliorato molto l’anteriore e questo fa la differenza”.

Il riferimento è soprattutto alle Aprilia e a piloti come Acosta, capaci di frenare e inserire la moto con maggiore efficacia.

Marquez a rovescio: lento all’inizio, forte alla fine

In netto contrasto con Bagnaia è la situazione di Marc Marquez. Lo spagnolo ha mostrato difficoltà nelle fasi iniziali di gara, ma una competitività crescente nel finale, segnale di una gestione gomme completamente diversa.

Classifica e prospettive

Dopo i primi appuntamenti della stagione, Bagnaia occupa soltanto la nona posizione nel mondiale, un piazzamento lontano dalle aspettative per un pilota del suo calibro.

Il prossimo appuntamento a Jerez rappresenta già un passaggio chiave: Ducati dovrà intervenire rapidamente per risolvere un problema tecnico che, al momento, limita in modo evidente le ambizioni del suo pilota di punta.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

1 commento

  1. Il consumo gomme è il tallone d’Achille di Bagnaia da sempre. Se Ducati non risolve questo problema sulla GP26, Martin e Marquez ne approfitteranno. Pecco deve adattare il suo stile di guida.

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