La rivoluzione della MotoGP 2027 continua a far discutere e questa volta a prendere posizione è Marc Marquez. Il campione spagnolo della Ducati ha espresso apertamente il proprio disappunto nei confronti del nuovo format dei weekend di gara, che prevede l’introduzione di una sessione di qualifiche dedicata esclusivamente alla Sprint Race.
Una modifica pensata per rendere ancora più spettacolare il campionato, ma che rischia di aumentare ulteriormente la pressione sui piloti, già impegnati in un calendario particolarmente intenso. Marquez non ha nascosto le proprie perplessità, criticando soprattutto il mancato coinvolgimento dei protagonisti della pista nelle decisioni regolamentari.
Marquez contro il nuovo format della MotoGP
Il cambiamento più significativo riguarda la separazione delle qualifiche per la Sprint del sabato da quelle valide per il Gran Premio della domenica. Una soluzione che renderà le due competizioni maggiormente indipendenti, ma che comporterà anche un programma più impegnativo.
Marquez ritiene che l’attuale organizzazione dei weekend sia già sufficientemente intensa e che aggiungere ulteriori sessioni competitive possa rappresentare un problema, soprattutto dal punto di vista fisico.
Il pilota Ducati ha inoltre evidenziato come le decisioni vengano prese principalmente dagli organizzatori e dalle squadre, lasciando ai piloti uno spazio limitato per esprimere le proprie opinioni.
«Non siamo noi a decidere. Dobbiamo stare zitti», è il concetto espresso dallo spagnolo, che ha manifestato tutta la propria insoddisfazione per una situazione nella quale chi affronta direttamente i rischi della pista sembra avere poca influenza sulle scelte del campionato.
MotoGP 2027, qualifiche separate per Sprint e gara
Il nuovo regolamento introdurrà una distinzione tra la griglia di partenza della Sprint Race e quella del Gran Premio, superando l’attuale sistema nel quale un’unica sessione di qualifiche determina lo schieramento di entrambe le competizioni.
L’obiettivo è aumentare l’interesse sportivo e televisivo durante l’intero fine settimana, attribuendo maggiore importanza alle diverse sessioni.
Le modifiche si inseriscono in un processo di trasformazione molto più ampio della MotoGP, che nel 2027 vedrà anche il debutto dei motori da 850 cc, una revisione delle caratteristiche aerodinamiche delle motociclette e l’arrivo di Pirelli come fornitore unico degli pneumatici.
Un insieme di novità destinato a modificare profondamente gli equilibri tecnici e sportivi della classe regina.
Anche Pedro Acosta teme un aumento dello stress fisico
Le preoccupazioni di Marquez non rappresentano un caso isolato. Anche Pedro Acosta ha espresso dubbi sull’aumento dell’impegno richiesto ai piloti, sottolineando come un numero crescente di sessioni competitive possa avere conseguenze sulla durata delle carriere.
La MotoGP moderna impone già uno sforzo fisico notevole, tra gare lunghe, Sprint Race e un calendario che porta squadre e piloti a competere in numerosi Paesi durante la stagione.
L’aggiunta di ulteriori momenti decisivi potrebbe aumentare la pressione e ridurre le opportunità di recupero, rendendo ancora più difficile la gestione delle energie durante un campionato.
Marquez ha condiviso le considerazioni del giovane connazionale, ribadendo la necessità di tenere maggiormente conto delle esigenze di chi scende in pista.
Il ruolo dei piloti nelle decisioni della MotoGP
Un altro aspetto centrale delle dichiarazioni di Marquez riguarda la rappresentanza dei piloti all’interno del Motomondiale.
A differenza di quanto avviene in altre competizioni, la MotoGP non dispone di un’organizzazione dei piloti con un peso negoziale paragonabile a quello esercitato, per esempio, dalla GPDA in Formula 1.
Una situazione che rende più complicato presentare una posizione comune sulle questioni relative alla sicurezza, al calendario e ai regolamenti sportivi.
Anche Jorge Martin ha evidenziato l’importanza di un maggiore coinvolgimento dei piloti nelle decisioni che riguardano direttamente la loro attività.
Le opinioni all’interno del paddock, tuttavia, non sono unanimi. Alcuni protagonisti considerano positivamente l’introduzione delle qualifiche separate, ritenendo che possano offrire nuove opportunità sportive e rendere più interessanti le giornate di gara.
MotoGP verso il 2027, spettacolo e sicurezza al centro del dibattito
La trasformazione prevista per il 2027 rappresenta uno dei cambiamenti più importanti nella storia recente della MotoGP. Accanto alla rivoluzione tecnica, il campionato punta a rinnovare anche il proprio prodotto sportivo, cercando di aumentare lo spettacolo e l’interesse del pubblico.
Le dichiarazioni di Marc Marquez mettono però in evidenza una questione fondamentale: trovare il giusto equilibrio tra le esigenze commerciali del campionato e quelle dei piloti.
Il rischio, secondo lo spagnolo, è che la ricerca di un programma sempre più ricco finisca per aumentare eccessivamente il carico fisico e mentale dei protagonisti.
Con l’avvicinarsi della stagione 2027, il confronto tra organizzatori, squadre e piloti sarà quindi determinante per comprendere se il nuovo format riuscirà a soddisfare le esigenze dello spettacolo senza compromettere il benessere di chi corre.

