Il pilota spagnolo esprime forti perplessità sul nuovo format della MotoGP previsto per il 2027. Nel mirino l’aumento delle sessioni ad alta intensità e l’eliminazione del warm-up domenicale: «Stiamo già correndo troppi rischi».
La rivoluzione regolamentare che attende la MotoGP nel 2027 continua a dividere il paddock. Tra i piloti più critici nei confronti delle modifiche al programma dei weekend di gara c’è Pedro Acosta, che ha espresso tutte le proprie preoccupazioni per l’introduzione delle qualifiche dedicate alla Sprint Race e per il conseguente aumento del carico fisico e mentale richiesto ai protagonisti del Motomondiale.
Il giovane spagnolo teme che il nuovo format, pensato per rendere ancora più spettacolare il fine settimana, possa avere conseguenze negative sulla sicurezza dei motociclisti, aumentando il rischio di incidenti e infortuni e riducendo progressivamente la durata delle loro carriere.
MotoGP 2027, le qualifiche Sprint fanno discutere
Una delle principali novità previste per la stagione 2027 riguarda l’introduzione di una sessione di qualifiche specifica per la Sprint Race del sabato. Una modifica che separerà la definizione della griglia della gara breve da quella del Gran Premio domenicale, attualmente stabilite attraverso un’unica sessione di qualifiche.
Il nuovo sistema prevede le qualifiche Sprint nella giornata di venerdì, mentre il sabato sarà dedicato alle qualifiche tradizionali, valide esclusivamente per la gara principale.
Una soluzione che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe aumentare l’interesse sportivo e televisivo dei weekend, ma che secondo Acosta rischia di trasformarsi in un ulteriore elemento di pressione per i piloti.
Lo spagnolo ritiene infatti che l’attuale calendario, composto da 22 Gran Premi e altrettante Sprint Race, rappresenti già un impegno particolarmente gravoso. L’aggiunta di ulteriori sessioni nelle quali è necessario cercare la massima prestazione potrebbe quindi accentuare una situazione che considera già al limite.
Acosta lancia l’allarme sulla sicurezza dei piloti
A preoccupare maggiormente Acosta non è soltanto il numero delle sessioni, ma soprattutto il livello di rischio che queste comportano.
Le qualifiche rappresentano uno dei momenti più delicati del fine settimana, durante i quali i piloti cercano di sfruttare ogni possibilità per ottenere il miglior tempo possibile. Una condizione che aumenta inevitabilmente l’esposizione agli errori e alle cadute.
Secondo il pilota spagnolo, moltiplicare questi momenti nell’arco della stagione potrebbe portare a un incremento degli incidenti e degli infortuni, con conseguenze significative sulla carriera degli atleti.
Acosta ha inoltre evidenziato come gli impegni di un weekend di MotoGP non siano limitati alle attività in pista. Gli appuntamenti con i media, gli eventi promozionali e le attività con le squadre iniziano spesso diversi giorni prima delle gare, riducendo ulteriormente i tempi di recupero.
Il rischio, secondo lo spagnolo, è quello di chiedere sempre di più ai motociclisti senza considerare adeguatamente le conseguenze fisiche di un calendario sempre più intenso.
Anche l’eliminazione del warm-up finisce sotto accusa
Le critiche di Acosta riguardano anche un’altra modifica prevista dal nuovo format: la cancellazione del tradizionale warm-up della domenica mattina.
La breve sessione che precede il Gran Premio rappresenta attualmente un’occasione importante per verificare il comportamento della moto, controllare le condizioni della pista e valutare eventuali modifiche tecniche effettuate dopo le attività del sabato.
Dal 2027, il warm-up sarà sostituito da una finestra pre-gara nella quale i piloti potranno completare più giri di ricognizione.
Una soluzione che Acosta non considera equivalente, soprattutto in caso di problemi tecnici o di una caduta avvenuta nella giornata precedente.
Per il pilota spagnolo, avere la possibilità di provare la moto prima della gara costituisce un elemento importante non soltanto per la preparazione sportiva, ma anche per la sicurezza. Rinunciare a questa opportunità potrebbe rendere più difficile individuare eventuali anomalie prima della partenza.
La proposta di Acosta: meno Sprint Race nel calendario
Di fronte alle novità introdotte dalla MotoGP, Acosta ha indicato anche una possibile alternativa: ridurre sensibilmente il numero delle Sprint Race durante la stagione.
Secondo lo spagnolo, disputare le gare brevi soltanto in alcuni appuntamenti del calendario permetterebbe di mantenere alto l’interesse del pubblico senza sottoporre i piloti a un impegno eccessivo.
L’idea sarebbe quella di limitare le Sprint a circa metà dei Gran Premi, scegliendo eventualmente i circuiti maggiormente adatti a questo tipo di competizione.
Acosta ha inoltre espresso dubbi sull’effettiva necessità di organizzare una gara breve su ogni tracciato, sottolineando come alcune piste, per le loro caratteristiche, offrano meno opportunità di sorpasso e possano rendere le Sprint meno spettacolari.
Un approccio più selettivo consentirebbe, a suo giudizio, di trovare un equilibrio migliore tra spettacolo e tutela dei motociclisti.
MotoGP, il confronto tra spettacolo e sicurezza si fa sempre più acceso
Le osservazioni di Pedro Acosta arrivano in un momento di profonda trasformazione per la MotoGP, che nel 2027 introdurrà anche importanti cambiamenti tecnici, a cominciare dal passaggio agli 850 cc.
La volontà di rendere il campionato sempre più competitivo e interessante per il pubblico si confronta però con le esigenze dei piloti, chiamati ad affrontare stagioni lunghe e fisicamente impegnative.
L’introduzione delle Sprint Race ha già modificato radicalmente il modo di affrontare un weekend di gara, aumentando il numero delle competizioni e riducendo le possibilità di gestire le energie nell’arco della stagione.
Per Acosta, il rischio è che l’ulteriore intensificazione del programma possa produrre conseguenze difficili da ignorare, soprattutto in uno sport nel quale anche un singolo incidente può compromettere diversi appuntamenti o incidere pesantemente sul futuro professionale di un atleta.
Il messaggio dello spagnolo è chiaro: l’evoluzione della MotoGP non dovrebbe essere guidata esclusivamente dalla ricerca dello spettacolo, ma anche dalla necessità di preservare la salute e la carriera dei suoi protagonisti. Una posizione che potrebbe trovare il sostegno di altri piloti e alimentare nuove discussioni prima dell’entrata in vigore del regolamento 2027.


Sport sempre più ridicolo 🤡 addio!!👋