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F1, Kimi Antonelli evita la penalità a Singapore: la FIA chiarisce il caso dei track limits

Andrea Kimi Antonelli ha concluso il Gran Premio di Singapore al terzo posto senza ricevere una penalità, nonostante quattro episodi di superamento dei limiti della pista. Una decisione che ha suscitato interrogativi sull’applicazione del regolamento di Formula 1, soprattutto alla luce di precedenti nei quali problemi tecnici alle monoposto non erano stati considerati sufficienti per evitare una sanzione.

Il pilota della Mercedes, sempre più vicino alla conquista del titolo mondiale 2026, è stato protagonista di quattro episodi segnalati durante i 62 giri disputati sul circuito cittadino di Marina Bay. La mancata penalizzazione ha inizialmente generato dubbi, ma la FIA ha successivamente chiarito che l’ultima uscita di pista era stata provocata da un problema all’impianto frenante della W17. I commissari hanno quindi ritenuto giustificato l’episodio, escludendolo dal conteggio delle infrazioni.

Quattro episodi segnalati durante la gara

Nel corso del Gran Premio, Antonelli è stato segnalato quattro volte per aver oltrepassato i limiti della pista. Due episodi si sono verificati alla curva 2, uno alla curva 19 e l’ultimo alla curva 7. Secondo le disposizioni applicate in Formula 1, un pilota può ricevere tre segnalazioni per il superamento dei track limits prima che venga applicata una penalità.

Il sistema prevede un avvertimento attraverso la bandiera bianca e nera e, al quarto episodio conteggiato, una sanzione di cinque secondi. Una quinta infrazione può invece comportare una penalità di dieci secondi. Nel caso di Antonelli, le quattro segnalazioni avevano inizialmente fatto pensare a una possibile sanzione, che avrebbe potuto essere aggiunta al tempo finale del pilota Mercedes. La penalità, tuttavia, non è stata applicata.

Il problema ai freni che ha evitato la sanzione

La spiegazione riguarda l’ultimo episodio, avvenuto alla curva 7 nel giro successivo alla sosta ai box. Antonelli ha incontrato difficoltà in frenata, finendo oltre i limiti della pista a causa di un problema tecnico sulla propria monoposto. La situazione era stata segnalata anche attraverso le comunicazioni radio tra il pilota e il muretto Mercedes. Dopo aver esaminato l’episodio, i commissari hanno stabilito che l’uscita di pista fosse riconducibile al problema ai freni e che Antonelli non avesse ottenuto alcun vantaggio.

La FIA ha successivamente confermato che quella circostanza non doveva essere conteggiata come una normale infrazione dei track limits. Di conseguenza, il numero di violazioni valide è rimasto fermo a tre, evitando l’applicazione della penalità di cinque secondi. Inizialmente era circolata anche l’ipotesi che Mercedes avesse contestato una delle segnalazioni ottenendone la cancellazione, ma la squadra ha negato di aver presentato una richiesta di questo tipo.

Cosa prevede il regolamento sui limiti della pista

Il punto centrale della vicenda riguarda l’interpretazione dell’articolo B1.8.5 del regolamento sportivo di Formula 1 2026. La norma stabilisce che i piloti debbano compiere ogni ragionevole sforzo per rimanere all’interno della pista e che non possano abbandonarla senza una motivazione giustificabile. Il regolamento lascia quindi ai commissari la possibilità di valutare le circostanze nelle quali si verifica un’uscita di pista.

Non tutte le situazioni vengono necessariamente considerate allo stesso modo, soprattutto quando un problema tecnico impedisce al pilota di mantenere il controllo della vettura entro i limiti previsti. Nel caso di Antonelli, il malfunzionamento dei freni è stato ritenuto una giustificazione sufficiente. La decisione, tuttavia, ha riportato l’attenzione su alcuni precedenti nei quali i commissari avevano adottato un’interpretazione differente.

Il precedente di Hamilton a Singapore nel 2025

Uno dei confronti più significativi riguarda Lewis Hamilton, penalizzato proprio a Singapore nella stagione 2025. In quell’occasione, il pilota Ferrari aveva superato ripetutamente i limiti della pista durante gli ultimi giri a causa di un problema ai freni anteriori. Hamilton era riuscito a portare la monoposto al traguardo in settima posizione, ma i commissari gli avevano inflitto una penalità di cinque secondi.

La sanzione lo aveva fatto retrocedere all’ottavo posto, alle spalle di Fernando Alonso. Nel documento ufficiale, i commissari avevano riconosciuto che il britannico stesse cercando di gestire un problema all’impianto frenante. Avevano tuttavia stabilito che tale circostanza non costituisse una giustificazione valida per le ripetute uscite di pista. Una valutazione che appare differente rispetto a quella adottata nei confronti di Antonelli nel Gran Premio di Singapore 2026.

Anche Antonelli era stato penalizzato a Silverstone

Un altro precedente riguarda direttamente il pilota italiano. Durante il Gran Premio di Gran Bretagna 2026, Antonelli aveva ricevuto una penalità di cinque secondi per aver superato quattro volte i limiti della pista. In quell’occasione, la Mercedes presentava un problema tecnico successivamente individuato in un componente danneggiato nella zona della ruota anteriore sinistra.

Anche a Silverstone i commissari avevano riconosciuto l’esistenza del malfunzionamento, ma avevano stabilito che non rappresentasse una ragione sufficiente per giustificare l’uscita di pista. La penalità aveva fatto retrocedere Antonelli dalla nona alla sedicesima posizione nella classifica finale. Il confronto tra i due episodi evidenzia quanto possa essere determinante la valutazione delle circostanze specifiche da parte del collegio dei commissari. A Singapore il problema ai freni è stato considerato una giustificazione valida, mentre a Silverstone il guasto tecnico non aveva impedito l’applicazione della sanzione.

Una decisione che non cambia il risultato

Nonostante le discussioni, un’eventuale penalità di cinque secondi non avrebbe modificato il piazzamento finale di Antonelli. Il pilota Mercedes ha infatti concluso il Gran Premio in terza posizione, con un vantaggio di quasi 16 secondi su Lando Norris, quarto al traguardo con la McLaren.

Anche aggiungendo cinque secondi al suo tempo complessivo, l’italiano avrebbe conservato il podio. La decisione assume però rilevanza per quanto riguarda l’interpretazione del regolamento e la necessità di garantire criteri coerenti tra un Gran Premio e l’altro. In una situazione caratterizzata da distacchi più contenuti, una valutazione analoga potrebbe infatti incidere direttamente sull’ordine d’arrivo e sull’assegnazione dei punti.

Antonelli sempre più vicino al titolo mondiale

Il terzo posto conquistato a Singapore ha consentito ad Antonelli di consolidare ulteriormente il proprio vantaggio nella classifica piloti.

Il ventenne della Mercedes guida il Mondiale con 340 punti, 102 in più rispetto al compagno di squadra George Russell, nono al traguardo a Marina Bay.

Il risultato gli permette di presentarsi al prossimo Gran Premio degli Stati Uniti, in programma ad Austin dal 23 al 25 ottobre, con la prima possibilità matematica di conquistare il titolo mondiale.

Per la Mercedes, il fine settimana di Singapore si è quindi concluso con un podio importante, nonostante le difficoltà incontrate nella gestione della monoposto e dell’impianto frenante.

La vicenda dei track limits non ha modificato il risultato sportivo, ma ha evidenziato una questione regolamentare che potrebbe tornare al centro dell’attenzione nei prossimi appuntamenti.

La FIA ha chiarito la ragione della mancata penalizzazione di Antonelli. Resta però aperto il confronto sulla coerenza dei criteri adottati nei diversi episodi, soprattutto quando le infrazioni sono provocate da problemi tecnici.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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