Danilo Petrucci chiude la propria esperienza con BMW nel Mondiale Superbike con amarezza, ma senza rimpianti nei confronti della squadra. Al termine dell’ultimo appuntamento stagionale di Jerez, il pilota italiano ha ripercorso le difficoltà incontrate nel 2026, definendo la sua annata una vera e propria «tempesta perfetta».
Arrivato nella formazione ufficiale tedesca dopo le ottime prestazioni ottenute con la Ducati del team Barni, Petrucci non è mai riuscito a trovare la necessaria confidenza con la BMW M 1000 RR. Una situazione aggravata dall’infortunio riportato a Most, arrivato proprio quando il lavoro tecnico iniziava a produrre i primi risultati.
Una stagione complicata fin dai test invernali
Le difficoltà di Petrucci sono iniziate ancora prima del debutto stagionale. Le condizioni meteorologiche avverse hanno infatti compromesso buona parte del programma di test invernali, riducendo il tempo a disposizione per conoscere una moto profondamente diversa dalla Ducati utilizzata nelle stagioni precedenti.
Il passaggio alla BMW richiedeva un adattamento importante, sia nello stile di guida sia nella ricerca del corretto assetto.
La mancanza di chilometri ha costretto il ternano ad affrontare le prime gare senza una preparazione completa, rallentando il processo di crescita.
Quando finalmente il feeling con la M 1000 RR sembrava migliorare, l’incidente nel round della Repubblica Ceca ha interrotto i progressi.
L’incidente di Most e le conseguenze psicologiche
Il momento più difficile della stagione è arrivato a Most, dove Petrucci è stato protagonista di una violenta caduta.
Oltre alle conseguenze fisiche, l’incidente ha lasciato un segno profondo anche dal punto di vista psicologico.
Il pilota italiano ha raccontato di aver attraversato momenti particolarmente difficili subito dopo l’impatto, quando aveva temporaneamente perso la sensibilità alle gambe.
Un’esperienza che lo ha portato a riflettere sul proprio futuro e sui rischi legati alle competizioni motociclistiche.
A 36 anni, Petrucci ha ammesso di aver iniziato a considerare la propria salute con maggiore attenzione, un cambiamento di prospettiva che ha inevitabilmente influito sulla fiducia e sull’approccio alle gare successive.
L’incidente è arrivato proprio nel momento in cui la squadra stava cominciando a trovare una direzione tecnica più efficace, vanificando parte del lavoro svolto nei mesi precedenti.
BMW e Petrucci prendono strade diverse
La seconda parte della stagione non ha portato la svolta sperata. Le difficoltà nel recuperare competitività hanno contribuito alla decisione di BMW di intraprendere una strada differente per il futuro.
Petrucci ha riconosciuto che praticamente ogni circostanza sfavorevole si è verificata nel corso della sua esperienza con la casa tedesca.
Nonostante la delusione sportiva, il pilota ha voluto sottolineare l’impegno e la professionalità delle persone con cui ha lavorato.
Il weekend conclusivo di Jerez è stato anche l’occasione per salutare il personale della squadra, al quale ha rivolto un ringraziamento per il sostegno ricevuto durante una stagione particolarmente complicata.
Nessuna polemica, dunque, nei confronti di BMW, ma la consapevolezza che il progetto non abbia prodotto i risultati attesi da entrambe le parti.
Il futuro di Petrucci resta da definire
La conclusione del rapporto con BMW apre ora interrogativi sul futuro agonistico del pilota italiano.
Prima del passaggio alla squadra ufficiale tedesca, Petrucci aveva dimostrato di poter competere stabilmente nelle posizioni di vertice con la Ducati Barni, conquistando tre vittorie nel Mondiale Superbike.
Nel 2025 era inoltre rimasto in corsa per il terzo posto nella classifica generale, prima che un infortunio lo costringesse a saltare gli ultimi due round.
Risultati che testimoniano un potenziale rimasto sostanzialmente inespresso durante l’esperienza con BMW.
Al momento Petrucci non ha annunciato una destinazione per il 2027 e non ha escluso la possibilità di valutare percorsi differenti.
La priorità, come ha spiegato dopo l’ultima gara di Jerez, sarà ritrovare la serenità e il piacere di correre.
Dopo una stagione segnata da difficoltà tecniche, problemi fisici e una perdita di fiducia, il ternano vuole prendersi il tempo necessario per scegliere il prossimo capitolo della propria carriera.

