Ultimi articoli

F1, Lewis Hamilton recrimina dopo Austin: «Ferrari, abbiamo sbagliato l’assetto». Il podio sfuma per un soffio

Lewis Hamilton chiude quarto il Gran Premio degli Stati Uniti, alle spalle di Max Verstappen, e punta il dito contro le difficoltà di bilanciamento della Ferrari SF-26. Il sette volte campione del mondo rivela di aver corso con un carico aerodinamico anteriore insufficiente, riuscendo a trovare un assetto più efficace soltanto nelle fasi conclusive della gara.

Il quarto posto conquistato ad Austin lascia l’amaro in bocca a Lewis Hamilton. Sul circuito delle Americhe, il pilota della Ferrari ha sfiorato il podio, chiudendo alle spalle di Kimi Antonelli, Charles Leclerc e Max Verstappen. Un risultato che, secondo il britannico, non rispecchia il reale potenziale della SF-26, penalizzata da una scelta di assetto che ha compromesso buona parte della corsa.

La Ferrari ha dimostrato di essere competitiva per tutto il fine settimana, conquistando il secondo posto con Leclerc. Hamilton, invece, ha dovuto fare i conti con un comportamento della monoposto che gli ha impedito di mantenere il passo dei migliori nelle prime fasi della gara.

Hamilton e i problemi di sottosterzo della Ferrari

Le difficoltà del sette volte campione del mondo sono emerse soprattutto nelle curve lente, dove la SF-26 soffriva di un marcato sottosterzo. La mancanza di carico aerodinamico sull’avantreno rendeva complicato l’inserimento in curva, costringendo Hamilton a perdere tempo prezioso rispetto agli avversari.

Il problema era già stato individuato durante le prove libere, ma le modifiche apportate alla vettura non avevano consentito di trovare un compromesso soddisfacente.

Nonostante il miglior tempo ottenuto nelle FP3, il britannico ha affrontato la gara con una configurazione che si è rivelata poco efficace sulla distanza.

La situazione è migliorata soltanto dopo gli interventi effettuati durante le soste ai box.

Dodici scatti di ala anteriore: l’errore che ha compromesso la gara

A sorprendere maggiormente è stata la spiegazione fornita da Hamilton al termine del Gran Premio.

Il pilota Ferrari ha rivelato che, durante il primo pit-stop, i meccanici hanno aumentato di quattro scatti l’incidenza dell’ala anteriore. Un intervento ripetuto anche nella seconda sosta, senza però raggiungere il bilanciamento desiderato.

Secondo Hamilton, sarebbero serviti ulteriori quattro scatti per ottenere il livello di carico necessario.

Una differenza complessiva di dodici regolazioni rispetto alla configurazione iniziale, che evidenzia quanto la Ferrari fosse lontana dall’assetto ideale.

Il britannico ha espresso sorpresa per una discrepanza così significativa, sottolineando la necessità di comprendere perché la squadra non sia riuscita a individuare prima il problema.

La rimonta su Verstappen interrotta dalla Virtual Safety Car

Con il progressivo miglioramento del bilanciamento, Hamilton ha iniziato a recuperare terreno nei confronti di Max Verstappen, impegnato a difendere la terza posizione dopo essere stato superato da Leclerc.

Nell’ultima parte della gara, il ritmo della Ferrari è diventato sensibilmente più competitivo, permettendo al britannico di ridurre il distacco dalla Red Bull.

Quando il confronto sembrava poter entrare nella fase decisiva, la Virtual Safety Car provocata dal ritiro di Valtteri Bottas ha però interrotto la rimonta.

Hamilton ha così concluso quarto, senza avere la possibilità di tentare un attacco negli ultimi giri.

Ferrari competitiva, ma Hamilton chiede maggiore precisione

Nonostante la delusione per il risultato personale, Hamilton ha riconosciuto i progressi compiuti dalla Ferrari e il buon lavoro della squadra durante le soste.

Il secondo posto di Leclerc ha confermato la competitività della SF-26, ma ha anche evidenziato quanto sia importante individuare rapidamente il corretto assetto per sfruttarne tutto il potenziale.

Per Hamilton, il fine settimana americano rappresenta quindi un’occasione mancata. La velocità necessaria per lottare per il podio è emersa soltanto nel finale, quando il tempo a disposizione per recuperare era ormai limitato.

Con il Gran Premio del Messico alle porte, la Ferrari dovrà concentrarsi soprattutto sulla preparazione della monoposto, evitando che errori di messa a punto possano compromettere nuovamente il risultato.

Austin consegna alla Ferrari un secondo e un quarto posto, ma anche la consapevolezza di aver lasciato qualcosa per strada. Per Hamilton, il podio era alla portata: a fare la differenza non è stata la mancanza di velocità, bensì un assetto corretto troppo tardi.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.