Max Verstappen lascia Austin con un podio che ha il sapore dell’occasione mancata. Dopo essere scattato dalla prima fila accanto a Kimi Antonelli, il quattro volte campione del mondo ha concluso il Gran Premio degli Stati Uniti in terza posizione, alle spalle del vincitore della Mercedes e della Ferrari di Charles Leclerc.
Un risultato che non ha soddisfatto l’olandese, particolarmente critico nei confronti della Red Bull per alcune decisioni strategiche prese durante la corsa.
Verstappen contesta la scelta delle gomme
Il principale motivo di tensione riguarda il primo pit-stop, effettuato al quattordicesimo giro. Verstappen si aspettava di montare pneumatici medi, ma la squadra ha deciso di utilizzare un secondo treno di gomme morbide.
Una scelta che ha modificato il piano di gara e reso necessaria una seconda sosta, effettuata al trentunesimo passaggio.
Al termine della corsa, il pilota Red Bull ha manifestato apertamente il proprio disappunto, spiegando che la strategia adottata non corrispondeva a quella discussa con gli ingegneri prima della partenza.
La decisione ha inoltre reso più prevedibili le successive mosse della squadra, offrendo agli avversari indicazioni sulla gestione della gara.
Verstappen ha chiarito di voler analizzare l’accaduto con il team per comprendere le ragioni del cambiamento.
Power unit e freno motore complicano la gara
Oltre alle scelte strategiche, Verstappen ha dovuto fare i conti con una monoposto difficile da gestire.
Il pilota ha lamentato problemi alla power unit, già emersi durante le qualifiche, che hanno condizionato il comportamento della vettura anche in gara.
Particolarmente fastidiosa è stata la risposta irregolare del freno motore. In alcune curve la decelerazione risultava insufficiente, mentre in altre diventava improvvisamente troppo aggressiva, impedendo all’olandese di trovare continuità nella guida.
A queste difficoltà si sono aggiunti problemi nei cambi di marcia e un bilanciamento non ottimale, elementi che hanno compromesso il ritmo e la gestione degli pneumatici.
Red Bull, problemi anche nelle comunicazioni radio
La giornata della Red Bull è stata complicata anche da difficoltà nelle comunicazioni tra piloti e muretto.
Verstappen ha segnalato problemi radio che hanno reso più difficile il confronto con gli ingegneri durante alcune fasi della gara. Inconvenienti simili hanno interessato anche il compagno di squadra Isack Hadjar.
Il team principal Laurent Mekies ha riconosciuto la necessità di approfondire quanto accaduto, soprattutto per comprendere il degrado degli pneumatici morbidi e individuare le cause delle difficoltà operative.
Per una squadra abituata a competere per la vittoria, gli errori commessi ad Austin rappresentano un campanello d’allarme in vista dei prossimi appuntamenti.
Leclerc secondo, Verstappen conserva il podio
Nella parte conclusiva della gara, Verstappen non è riuscito a difendere la seconda posizione dall’attacco di Charles Leclerc.
Il pilota Ferrari ha approfittato delle difficoltà della Red Bull per conquistare il secondo gradino del podio, mentre Lewis Hamilton si è progressivamente avvicinato all’olandese.
A impedire un possibile ulteriore cambiamento della classifica è intervenuta la Virtual Safety Car, provocata dal ritiro di Valtteri Bottas, che ha ridotto le opportunità di attacco per Hamilton.
Verstappen ha così conservato la terza posizione, pur senza nascondere la frustrazione per una gara nella quale non è mai riuscito a sfruttare pienamente il potenziale della propria monoposto.
Verstappen chiede risposte prima del Messico
Il risultato di Austin interrompe il momento positivo della Red Bull, reduce dalle vittorie ottenute da Verstappen a Singapore e in Malesia.
Con il Gran Premio del Messico ormai alle porte, la squadra dovrà intervenire rapidamente per evitare che le difficoltà emerse negli Stati Uniti si ripetano.
La gestione delle strategie, l’affidabilità delle comunicazioni e il comportamento della power unit saranno i principali aspetti da analizzare.


