La MotoGP si avvicina al Gran Premio del Qatar, in programma dal 6 all’8 novembre sul circuito di Lusail, in un clima di crescente incertezza. Il ritiro ufficiale di Yamaha, motivato dalle preoccupazioni legate alla situazione geopolitica in Medio Oriente, ha aperto uno scenario che potrebbe portare a una griglia di partenza composta da appena 13 piloti.
La casa di Iwata ha deciso di non schierare le proprie moto, rinunciando alla partecipazione sia con la squadra ufficiale sia con il team satellite Pramac. Una scelta che coinvolge direttamente Fabio Quartararo, Alex Rins, Jack Miller e Augusto Fernandez, quest’ultimo inizialmente previsto come sostituto dell’infortunato Toprak Razgatlioglu.
Alle quattro assenze Yamaha si aggiunge quella di Alex Marquez, costretto a fermarsi dopo l’intervento chirurgico alla spalla destra. Il pilota Gresini ha scelto di concentrarsi sul recupero fisico, con l’obiettivo di tornare in pista nelle ultime gare della stagione.
Altri quattro piloti in dubbio per Lusail
La situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente a causa delle condizioni fisiche di alcuni protagonisti del campionato.
Jorge Martin, fermatosi durante il fine settimana della Malesia per un problema al polso, deve ancora confermare la propria presenza. Anche Raul Fernandez resta in dubbio dopo l’infortunio a un dito rimediato in Indonesia.
Da valutare inoltre le condizioni di Joan Mir, alle prese con problemi fisici che ne hanno compromesso la partecipazione ad alcuni degli ultimi appuntamenti, e quelle di Fermin Aldeguer, ancora impegnato nel recupero dalla frattura alla mano.
Se tutti e quattro dovessero rinunciare alla trasferta, il numero dei partecipanti potrebbe scendere dagli iniziali 22 ad appena 13, uno scenario insolito per la classe regina.
Sicurezza al centro del confronto tra piloti e organizzatori
Le possibili assenze non rappresentano l’unica preoccupazione per la MotoGP. La decisione di mantenere il Gran Premio del Qatar in calendario continua infatti ad alimentare il dibattito sulla sicurezza.
Durante il recente appuntamento di Sepang, numerosi piloti avrebbero sottoscritto una lettera indirizzata agli organizzatori per chiedere maggiori garanzie in vista della trasferta.
Tra le principali richieste figurano piani di evacuazione adeguati, coperture assicurative e procedure precise da adottare nell’eventualità di un peggioramento della situazione regionale o di una chiusura dello spazio aereo.
La posizione degli organizzatori resta quella di disputare regolarmente il Gran Premio, mentre l’eventuale mancata partecipazione senza una giustificazione riconosciuta potrebbe comportare conseguenze disciplinari ed economiche.
Una prospettiva che rende ancora più delicata la situazione, con alcuni piloti intenzionati ad attendere ulteriori rassicurazioni prima di raggiungere Doha.
Qatar 2026, il rischio di una gara con pochi partenti
Uno schieramento composto da appena 13 piloti rappresenterebbe un caso eccezionale nella storia recente della MotoGP.
Per trovare griglie altrettanto ridotte bisogna tornare alle stagioni 2010 e 2011, quando alcuni Gran Premi registrarono rispettivamente 15 e 14 partenti.
Resta inoltre da chiarire se gli accordi commerciali relativi all’organizzazione della gara prevedano un numero minimo di partecipanti e quali conseguenze potrebbe avere un’ulteriore riduzione dello schieramento.
Con il fine settimana ormai alle porte, la MotoGP deve quindi affrontare una situazione particolarmente complessa. Da una parte la volontà di rispettare il calendario, dall’altra le preoccupazioni dei piloti e le difficoltà organizzative provocate dalle numerose assenze.
Il Gran Premio del Qatar rimane confermato, ma la composizione definitiva della griglia è ancora incerta. Le prossime ore saranno decisive per capire quanti piloti raggiungeranno effettivamente Lusail e se il campionato riuscirà a disputare la gara nelle condizioni previste.

